i serviziprima e seconda accoglienzacentro di ascolto

Centro d'ascolto e orientamento legale

Essere ascoltati è un’esigenza primaria di chi arriva in Italia in cerca di protezione, un bisogno urgente almeno quanto mangiare ed essere curati.
L’iter per ottenere il riconoscimento dello status di rifugiato è complesso e partire con il piede giusto è importante. Continuando ad essere, il nostro, l’unico Paese dell’Unione europea a non avere ancora una legge sull’asilo, diventa complicato destreggiarsi tra le poche norme esistente e i molti ostacoli burocratici.
Una corretta informazione
passa sempre attraverso un rapporto di fiducia che si instaura colloquio dopo colloquio con gli operatori specializzati. Accompagnare i rifugiati e difenderne i diritti sono due delle priorità intorno a cui è nato il Jesuit Refugee Service: il Centro d’Ascolto e Orientamento Legale, da questo punto di vista, dà senso a tutti gli altri servizi. La sfida è riuscire, anche quando urgenze di ogni genere si accumulano, a ritagliare per ciascun utente un po' di tempo di qualità, quello che serve per comprendere a fondo le necessità delle persone e farle sentire accolte.
Lo sportello è aperto tutti i pomeriggi, negli stessi locali della mensa, per i primi colloqui di orientamento sociale e per le emergenze. Per i colloqui successivi si dà invece appuntamento nei locali di via del Collegio Romano, tre mattine a settimana. Lì si imposta l’orientamento legale, si prepara il richiedente asilo all'intervista della Commissione e si inizia ad accompagnarlo nel suo percorso in Italia, tra moduli difficili da decifrare e inevitabili ritardi e disguidi. Prezioso resta il contributo volontario degli avvocati che intervengono laddove si renda necessario seguire una pratica in Tribunale, ad esempio in caso di ricorso contro il diniego dello status di rifugiato.
Dall'aprile 2010, dopo alcuni mesi di interruzione, gli operatori del centro d'ascolto hanno potuto rinnovare l'impegno di assicurare la loro presenza nel centro di permanenza temporanea di Ponte Galeria a Roma, iniziato già nel 2006. Per gli stranieri detenuti, la presenza settimanale del Centro Astalli è diventata un punto di riferimento.
Dal 2005 il Centro Astalli ha realizzato, in collaborazione con la Federazione delle Chiese Evangeliche, il Consiglio Italiano per i Rifugiati e la Casa dei Diritti Sociali – Focus, un database unico per coordinare gli interventi di orientamento socio-legale svolti a Roma dalle Associazioni coinvolte. In questi anni il database si è dimostrato un valido strumento per lavorare in rete, ma anche un importante mezzo di raccolta dati sui richiedenti asilo e rifugiati presenti nella Capitale.