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Il diritto d'asilo in Italia nel 2009
25/02/10
Il 2009 è stato un anno in cui il diritto d’asilo in Italia è stato messo a dura prova. Molte le denunce da parte degli enti di tutela contro le reiterate violazioni dei diritti umani e i casi riscontrati in più occasioni di mancato rispetto della Convenzione di Ginevra dello Status di Rifugiato.
Di seguito, il punto sui fatti salienti.
- Nel mese di maggio il Governo italiano ha cominciato a mettere in atto una serie di respingimenti in mare verso la Libia di imbarcazioni cariche di migranti che cercavano di giungere sulle coste italiane.
Le principali organizzazioni in difesa del diritto d’asilo tra cui il Centro Astalli hanno denunciato tale pratica come disumana e contraria alle principali convenzioni di Diritto Internazionale in materia di asilo. L’Agenzia di Stampa Redattore Sociale fa il punto su quanti siano stati i respingimenti in mare da parte delle autorità italiane: dal 5 maggio all'8 settembre 2009, almeno 1.409 persone, tra migranti e rifugiati, sono state respinte dall'Italia verso la Libia, stando alle notizie della stampa.
- 24 richiedenti asilo somali ed eritrei, respinti in Libia lo scorso 6 maggio dal Governo italiano, hanno fatto ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Il governo italiano dovrà rispondere davanti alla Corte che ha formalmente comunicato l’ammissione del ricorso contro l’Italia di 13 rifugiati somali e 11 eritrei. L’Ammissione al ricorso è un fatto molto importante, se si considera che il 95% dei casi presentati a Strasburgo non supera questa fase preliminare. Le autorità italiane avranno adesso tre mesi di tempo per rispondere alle richieste di informazione avanzate dalla Corte.
- Nel mese di dicembre molte associazioni, tra cui il Consiglio italiano per i rifugiati, hanno segnalato come particolarmente gravi tre episodi verificatisi nel mese di novembre, tanto da parlare di “allarme protezione rifugiati in Italia”.
In primo luogo, la Questura di Ragusa lo scorso 23 novembre ha diffuso alla stampa i nominativi e le foto di 8 eritrei arrivati a Pozzallo in uno sbarco di circa 200 persone, mettendo in grave rischio le persone stesse, ma ancor più i loro familiari rimasti nel Paese d’origine. Peraltro non c’era alcuna necessità investigativa di diffondere i dati e le foto, perché le persone erano tutte in arresto nel carcere di Modica.
Inoltre, una delegazione di autorità turche in data 17 novembre ha visitato il Centro per Richiedenti Asilo di Castelnuovo di Porto nella provincia di Roma, nonostante al suo interno fossero ospitati circa 30 richiedenti asilo turco-curdi.
Infine il 23 novembre sono giunti ad Al Zuwara in Libia, i 79 migranti e rifugiati, riportati da due motovedette libiche che li hanno intercettati a circa 50 miglia a Sud di Lampedusa, dopo una segnalazione da parte delle autorità italiane. Si trattava di profughi provenienti da Eritrea, Nigeria e altre nazionalità e tra di loro c’erano anche quattro donne incinte e una bambina di due anni. Le persone, a rischio di naufragio dopo 6 giorni in mare avevano richiesto aiuto alle forze italiane. Se fosse confermato che l’intercettazione è stata resa possibile da una segnalazione delle autorità italiane, sarebbe la prima volta che la politica dei respingimenti viene delegata alle forze navali libiche e condotta in una zona molto distante dalle loro acque territoriali.
- Anche l’attività parlamentare desta preoccupazione: La Camera ha bocciato nel mese di dicembre le mozioni delle opposizioni in materia di contrasto dell’immigrazione clandestina, con particolare riferimento alle operazioni di respingimento.
Le mozioni di Pd, Idv e Udc, sulle quali il governo ha dato parere contrario, chiedevano il rispetto dei principi costituzionali e della normativa europea e internazionale in materia di diritto di asilo, ribadendo il “no” a respingimenti indiscriminati e collettivi.
Approvata, invece, una mozione congiunta della maggioranza sottoscritta dai capigruppo del Pdl (Cicchitto), della Lega (Cota) e dell’Mpa (Lo Monte) in cui la Camera impegna il governo “a proseguire nell’azione di controllo e regolamentazione dei flussi migratori, al fine di contrastare con determinazione ogni forma di immigrazione clandestina”.
La mozione chiede poi all’esecutivo di proseguire nella lotta alla criminalità organizzata che regola e gestisce i flussi di immigrati clandestini e proseguire nell’azione di difesa e garanzia dei necessari livelli di sicurezza nel nostro Paese, contrastando a questo fine l’immigrazione clandestina e promuovendo l’immigrazione legale.

