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Un appello della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni

30/10/08

 

Nell’ambito della discussione in Senato del cosiddetto “Pacchetto Sicurezza” (atto 733), in commissione congiunta Giustizia ed Affari Costituzionali, è stato depositato da cinque senatori della Lega Nord un emendamento che mina radicalmente uno dei principi base della politica sanitaria nei confronti dei cittadini stranieri nel nostro paese e cioè la garanzia di accessibilità ai servizi per la componente irregolare e clandestina. In particolare, si richiede la cancellazione del comma 5, che attualmente prevede che “l’accesso alle strutture sanitarie (sia ospedaliere, sia territoriali) da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità”.

Il rischio di segnalazione e/o denuncia contestuale alla prestazione sanitaria creerebbe una barriera insormontabile per l’accesso e spingerebbe ad una “clandestinità sanitaria” pericolosa per l’individuo ma anche per la popolazione laddove possano esserci malattie trasmissibili.

La Società Italiana di Medicina delle Migrazioni ha pertanto diffuso un appello a ritirare tale provvedimento.

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