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Il Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa condanna la criminalizzazione degli immigrati

05/02/10

 

I politici non alimentino la crescente ondata di xenofobia e di pregiudizi in Europa evitando l'uso di slogan anti immigrati o di bollarli come "illegali". Questa la messa in guardia del commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Thomas Hammarberg, anche in riferimento all'equazione espressa nei giorni scorsi dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, secondo la quale meno immigrati equivale a meno criminalità.

«Quello che vorremmo vedere è un dibattito più sobrio e più informato» ha detto il commissario svedese durante la presentazione di uno studio sulla criminalizzazione dell'immigrazione in Europa, sottolineando che «la criminalizzazione degli ingressi irregolari e della presenza degli immigrati in Europa corrode i principi delle norme internazionale e causa tragedie umane senza raggiungere lo scopo di un vero controllo».

Per Hammamberg è preoccupante il trend crescente in Europa a fare ricorso a norme penali contro l'immigrazione. «Gli Stati - ha riconosciuto - hanno un interesse legittimo a controllare i loro confini, ma la criminalizzazione degli immigrati è una misura spropositata che ne provoca una ulteriore stigmatizzazione e marginalizzazione».

Per quanto riguarda l'Italia per il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa il pacchetto sicurezza presenta aspetti problematici in materia di diritti umani: «La norma criminalizza l'ingresso o la permanenza irregolare sul territorio italiano. Questo non è necessario, anche se riconosciamo il diritto dei Paesi a controllare le proprie frontiere. Ma questo mette a rischio la possibilità di chiedere asilo».