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La Missione del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati
1. La missione del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (Jesuit Refugee Service - JRS) è intimamente connessa a quella della Compagnia di Gesù (Gesuiti), che è il servizio della fede e la promozione della giustizia del Regno di Dio, in dialogo con le altre culture e religioni. Come scrisse uno dei primi compagni del fondatore dei Gesuiti, Ignazio di Loyola, la Compagnia si prende cura di quelle persone che sono totalmente neglette o delle quali non ci si prende adeguata cura. Questa è la ragione fondamentale per la quale la Compagnia è stata fondata; questa è la sua forza; questo è ciò che la distingue all'interno della Chiesa(1). Sant'Ignazio offriva personalmente ospitalità ai senzatetto di Roma e fondò delle organizzazioni per proseguire tale servizio. Molti dei suoi seguaci hanno risposto ai pressanti bisogni sociali dei loro tempi.
2. Il JRS è stato fondato nel 1980 da Padre Pedro Arrupe, allora Superiore Generale della Compagnia di Gesù. Il JRS fu creato per dare una risposta spirituale e concreta alla sofferenza dei rifugiati di quel periodo e per coordinare gli sforzi dei Gesuiti(2). Vista la cresciuta incidenza degli spostamenti forzati di popolazione negli anni '80 e '90, la Compagnia di Gesù ha più volte ribadito il proprio impegno a favore dei rifugiati.
3. Nel 1983, auspicando un riesame di tutti i nostri ministeri, tradizionali e nuovi(3), la trentatresima Congregazione Generale ribadì la preoccupazione della Compagnia per i rifugiati. La Congregazione esortava la Compagnia a tenere conto delle esigenze più critiche e urgenti, tra queste "la tragica condizione di milioni di rifugiati in cerca di una dimora definitiva, situazione portata alla nostra attenzione da Padre Arrupe(4)."
4. La missione del JRS, ed il suo servizio per i rifugiati e gli sfollati, sono stati confermati dal Padre Generale Peter-Hans Kolvenbach in una lettera a tutta la Compagnia, nel 1990. Il nostro servizio per i rifugiati costituisce un impegno
apostolico dell'intera Compagnia, ed in particolare delle Province da cui i rifugiati provengono, di quelle in cui essi cercano protezione e prima accoglienza, e di quelle nelle quali, infine, si stabiliscono. Nel contesto locale, il ruolo del JRS è aiutare le nostre Province ad avviare e sviluppare questo lavoro in collaborazione con altre organizzazioni ecclesiali e laiche, volontarie e governative, che sono attive nello stesso campo(5).
5. Nel 1995, la trentaquattresima Congregazione Generale ha richiamato l'attenzione su alcune situazioni drammatiche tra le quali i più di 45 milioni di rifugiati e sfollati nel mondo di oggi, l'80% dei quali sono donne e bambini. Spesso ospitati dai paesi più poveri, essi si trovano ad affrontare una crescente povertà, la perdita del senso della vita e della cultura e la conseguente mancanza di speranza e sconforto(6).
6. Nel 1997, Papa Giovanni Paolo II ha affermato: La Chiesa guarda con profonda preoccupazione pastorale al crescente flusso di migranti e rifugiati, e si interroga sulle cause di questo fenomeno e sulle particolari condizioni di coloro che per ragioni diverse sono costretti ad abbandonare i propri paesi d'origine. Infatti la situazione dei migranti e dei rifugiati sembra sempre più precaria. A volte la violenza obbliga intere popolazioni ad abbandonare le proprie terre per sfuggire alle continue atrocità; più di frequente, è la povertà e la mancanza di prospettive di sviluppo che costringe individui e famiglie ad andare in esilio, a cercare modi di sopravvivere in terre lontane, nelle quali non è facile trovare un adeguata accoglienza(7).
7. La trentaquattresima Congregazione Generale ha sottolineato che il JRS è uno dei mezzo attraverso il quale la Compagnia realizza la sua missione di servizio della fede e di promozione della giustizia: Il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati accompagna molti dei nostri fratelli e sorelle servendoli come compagni e sostenendo la loro causa in un mondo che non se ne cura(8).
8. La missione assegnata al JRS abbraccia tutte le persone che hanno dovuto abbandonare le proprie case a causa di conflitti, catastrofi umanitarie o violazioni dei diritti umani, seguendo l'insegnamento sociale della Chiesa che applica l'espressione "rifugiati di fatto" a molte categorie di persone(9).
9. Il JRS è, perciò, un'organizzazione cattolica internazionale la cui missione è accompagnare, servire e difendere i diritti dei rifugiati e degli sfollati. Il JRS favorisce il coinvolgimento di individui e comunità, promuove una cooperazione regionale e globale e una rete di rapporti nell'interesse dei rifugiati. Il JRS svolge servizi a livello nazionale e regionale con il supporto di un ufficio internazionale con sede a Roma.
10. Il JRS condivide la risposta che la Chiesa offre al livello parrocchiale, diocesano ed internazionale. Per sua natura, la Chiesa è solidale con il mondo dei migranti che, con la loro varietà di lingue, razze, culture ed usi, le ricorda la sua propria condizione di popolo in pellegrinaggio da ogni parte della terra verso la dimora finale(10).
11. Il JRS è un'attività della Compagnia di Gesù, della quale, in vari modi, assume la responsabilità ultima. Un'attività attraverso la quale essa porta a compimento la propria missione(11) ed esprime i valori ignaziani. La trentaquattresima Congregazione Generale ha fatto appello a tutte le Province affinché sostengano il JRS in ogni maniera possibile(12).
12. Il JRS è parte dell'Apostolato Sociale della Compagnia, così come è stato affermato nelle Caratteristiche dell'Apostolato Sociale dei Gesuiti (1998). L'Apostolato Sociale trae origine dalla natura e dalla missione propria della Compagnia di Gesù. Il suo fine è costruire attraverso ogni sforzo umano una più piena espressione della giustizia e della carità nelle strutture della vita umana in comune(13). Le Caratteristiche forniscono i criteri per la pianificazione e la valutazione delle attività del JRS.
13. Nell'ambito dello spirito Ignaziano, il JRS accoglie l'impegno dei laici e incoraggia la collaborazione e la cooperazione con congregazioni religiose. Tutti coloro che sono coinvolti nel lavoro del JRS dovrebbero condividerne la responsabilità e partecipare attivamente ai processi decisionali quando opportuno(14).
14. I criteri che il JRS utilizza per selezionare aree e progetti sono tratti dalla Parte VII delle Costituzioni dei Gesuiti che concerne la missione della Compagnia di Gesù e la sua scelta di attività(15). Il JRS dà priorità a situazioni di grande bisogno, a luoghi nei quali può essere raggiunto un bene più universale, a bisogni dei quali gli altri non si occupano. Il JRS sceglie situazioni nelle quali può apportare un contributo specifico in forza della sua particolare esperienza o perché un suo partner è già attivo in quella zona o perché una sua iniziativa può facilitare il coinvolgimento di altri.
15. Accompagnare i profughi è una conferma della presenza di Dio nella storia umana, anche nei suoi momenti più tragici. Quando Gesù era ancora una bambino fuggì in esilio con la sua famiglia. Durante la sua vita pubblica, beneficò e curò gli ammalati senza tregua. Alla fine patì la tortura e la morte sulla croce. Il JRS, avendo Gesù come compagno e servendo la sua missione tra i rifugiati, può essere un efficace segno dell'amore di Dio e di riconciliazione. L'accoglienza biblica offerta alla vedova, all'orfano e allo straniero è il modello dell'autentico servizio pastorale del JRS.
Festa di San Giuseppe
Roma, 19 marzo 2000
Note
1 G. Nadal, MHSI, v. 90-2, p. 126
2 "La Compagnia di Gesù e il problema dei Rifugiati" - Lettera di P. Pedro Arrupe SJ a tutti i Superiori Maggiori dei Gesuiti, 14 novembre 1980.
Gli scopi e le attività del JRS furono inizialmente così definiti da P. Arrupe:
(a) creare una rete di contatti nell'ambito della Compagnia cosicché il lavoro che già si sta facendo per i rifugiati possa essere meglio organizzato e coordinato;
(b) raccogliere informazioni che conducano alla creazione di nuove possibilità di aiuto ai rifugiati;
(c) agire come centro di coordinamento per le offerte di aiuti delle Province ed i bisogni delle agenzie ed organizzazioni internazionali;
(d) far prendere coscienza alla Compagnia dell'importanza di questo apostolato e delle diverse forme con le quale può essere condotto sia nei paesi di primo asilo che nei paesi di dimora definitiva;
(e) dirigere una particolare attenzione della Compagnia verso quei gruppi o aree di cui si conosce poco;
(f) incoraggiare le nostre pubblicazioni ed istituti di formazione ad intraprendere ricerche sulle cause che stanno alla base del problema
dei rifugiati così da poter dar vita ad azioni preventive.
3 CG 33, 1983, §39, (Nota: una Congregazione Generale è il più alto organismo decisionale della Compagnia di Gesù).
4 CG 33, 1983, §45
5 "Review of the Jesuit Refugee Service". Lettera di P. Peter-Hans Kolvenbach a tutta la Compagnia, 14 febbraio 1990
6 CG 34, 1995, Decreto n.3, "La nostra Missione e la Giustizia", §65
7 Papa Giovanni Paolo II: Messaggio per la Giornata Mondiale delle Migrazioni, novembre 1997
8 CG 34, 1995, Decreto 3, "La nostra Missione e la Giustizia", §65
9 Il termine rifugiato è stato definito dalla Convenzione delle Nazioni Unite relativa allo Status di Rifugiato del 1951. Dal momento che la definizione fa esclusivo riferimento agli individui che hanno il timore di essere perseguitati, organizzazioni regionali, sia nel continente africano (OUA 1969), che in quello latino americano (OSA 1984), hanno elaborato delle definizioni che coprono in maniera più completa
gli spostamenti di massa di popolazione causati da crisi sociali conseguenti a conflitti e a violazioni dei diritti. "Rifugiati: Una Sfida alla Solidarietà" (Pontificio Consiglio Cor Unum e Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti e degli Itineranti, 1992), applica l'espressione "rifugiato de facto" a tutte le persone perseguitate a causa della razza, religione, appartenenza ad un gruppo sociale o politico alle vittime
di conflitti armati, di politiche economiche erronee o di disastri naturali e agli sfollati interni per ragioni umanitarie, ovvero ai civili che sono sradicati con la forza dalle proprie case dallo stesso tipo di violenza che causa l'esistenza dei rifugiati ma che non attraversano i confini nazionali.
10 Messaggio di Papa Giovanni Paolo II, in occasione della 85esima Giornata Mondiale delle Migrazioni, 1999, §2
11 Costituzioni, Parte VII, §622, §623
12 CG 34. 1995. Decreto 3. "La nostra Missione e la Giustizia", §65
13 Costituzioni, Norme Complementari, Parte VII, 7. Apostolato Sociale, §298 - 302
14 CG 34, 1995, Decreto 13, "Cooperazione con i Laici", §343.
15 Costituzioni, Parte VII, §622, §623
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