Grecia, muro anti-migranti di 40 km al confine con la Turchia

La Grecia ha annunciato la fine dei lavori di costruzione di circa 40 chilometri di barriere lungo il confine con la Turchia, nella regione nord-orientale di Evros.

La costruzione per bloccare i flussi migratori era iniziata lo scorso giugno ma dopo la crisi in Afghanistan e la conquista del potere da parte dei talebani il governo greco aveva deciso di velocizzare i lavori.

Esisteva già una recinzione di 12,5 chilometri, ora estesa a 40: la nuova barriera è dotata di un rinnovato sistema di monitoraggio e sorveglianza ad alta tecnologia, tra cui una flotta di droni e telecamere notturne, ed è prevista anche una massiccia presenza di uomini e mezzi al confine.

Il governo ha fatto sapere che le sue forze di sicurezza sono in allerta per impedire il ripetersi della crisi migratoria del 2015, quando quasi un milione di persone, principalmente siriani, varcarono il confine greco con la Turchia.

Le Nazioni Unite stanno ora lanciando appelli affinché i paesi della regione non facciano lo stesso nei confronti degli afgani in fuga.

Il primo Ministro greco Kyriakos Mitsotakis con una telefonata al presidente turco Erdogan ha cercato di ottenere sostegno e una strategia comune su come affrontare una potenziale crisi migratoria nella regione. A seguito della telefonata Erdogan ha avvertito l’Europa che non avrebbe permesso alla Turchia di diventare “un magazzino” per i rifugiati.

Secondo le statistiche delle Nazioni Unite, nel 2020 la Turchia ospita già 3,6 milioni di rifugiati siriani, più di 300.000 rifugiati e 125mila i richiedenti asilo afgani. Una cifra comunque destinata ad aumentare. Secondo i media turchi, durante l’estate, parallelamente all’avanzata dei talebani verso Kabul, circa 1000-1500 persone al giorno, in fuga dall’Afghanistan, sono riuscite ad attraversare il confine tra Iran e Turchia. Proprio su questo tratto di terra, Ankara ha appena completato la costruzione di un muro lungo circa 300 km.

24 Agosto 2021