Migranti: naufragio al largo della Libia. 53 morti, tra cui 2 neonati

Continua l’orrore nel Mediterraneo. Ancora un naufragio, l’ennesimo, questa volta al largo della Libia, a nord della città di Zuwara dove un gommone con a bordo 55 persone si è capovolto la notte del 6 febbraio. Risultano disperse 53 persone, tra cui 2 neonati.

A darne notizia è l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM). L’imbarcazione era partita la sera del 5 febbraio dalla città costiera di al-Zawiya per poi capovolgersi circa sei ore dopo a causa delle pessime condizioni metereologiche.  

Tra le uniche sopravvissute due donne nigeriane intercettate in mare dalle autorità libiche durante le operazioni di ricerca e riportate in Libia. Una sopravvissuta ha riferito di aver perso il marito durante il naufragio, mentre l’altra ha dichiarato di aver perso i suoi due bambini.

Secondo l’OIM, nel solo mese di gennaio 2026, oltre 375 migranti sono stati registrati ufficialmente come morti o dispersi nel Mediterraneo centrale a causa di diversi incidenti avvenuti durante il passaggio del ciclone Harry che per giorni ha interessato l’area, motivo per cui si teme che le vittime siano molte di più.

Il Centro Astalli esprime profondo dolore e cordoglio per questa tragedia a cui non si intende porre fine, frutto diretto dell’assenza di sistemi adeguati di ricerca e soccorso in mare e di vie sicure e legali che permettano a chi scappa da guerre, persecuzioni, violazioni dei diritti umani, di esercitare il diritto di chiedere asilo in un paese sicuro, invece di morire in mare e diventare parte di un numero che va ad accrescersi giorno dopo giorno nell’indifferenza generale.

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