DDL Immigrazione: 22 organizzazioni chiedono di fermare le norme che mettono a rischio i diritti dei minori non accompagnati
Il Disegno di legge Immigrazione, varato l’11 febbraio dal Consiglio dei Ministri, rischia di compromettere in modo significativo i diritti e i percorsi di inclusione dei minori stranieri non accompagnati e dei neomaggiorenni. È l’allarme lanciato dal Tavolo Minori Migranti, coordinato da Save the Children, che insieme ad altre 21 organizzazioni della società civile, tra cui il Centro Astalli, ha promosso un appello rivolto al Governo e al Parlamento.
Secondo le organizzazioni firmatarie, le modifiche previste dal DDL inciderebbero su alcuni dei pilastri della Legge 47/2017, nota come “Legge Zampa”, normativa considerata un modello a livello europeo per la tutela dei minori soli. La legge, approvata ad ampia maggioranza parlamentare nel 2017, è finalizzata a garantire protezione, inclusione e integrazione ai minorenni arrivati in Italia senza familiari, spesso dopo viaggi traumatici e in condizioni di forte vulnerabilità.
Al centro delle preoccupazioni vi è il possibile ridimensionamento del cosiddetto “prosieguo amministrativo”, lo strumento che consente ai ragazzi arrivati da minorenni e privi di una rete familiare di proseguire il percorso di accoglienza e accompagnamento oltre i 18 anni, fino ai 21, su decisione del Tribunale per i minorenni. Si tratta di una misura che permette di completare percorsi scolastici, formativi e di inserimento lavorativo, consolidando relazioni e competenze fondamentali per un’autonomia reale.
Secondo il Tavolo, intervenire in senso restrittivo su questo istituto significherebbe ostacolare giovani già inseriti in percorsi positivi e aumentarne il rischio di marginalità sociale, precarietà abitativa e sfruttamento lavorativo. Un doppio danno: per i ragazzi e per la coesione sociale nel suo complesso.
Le organizzazioni evidenziano inoltre il rischio di disparità di trattamento rispetto ai coetanei fuori famiglia a seguito di un provvedimento dell’autorità giudiziaria, che possono accedere a misure di accompagnamento fino ai 21 anni. Il prosieguo amministrativo nasce proprio per garantire pari tutela a chi affronta il passaggio alla vita adulta senza alcun sostegno familiare.
Ulteriori criticità riguardano le procedure di rimpatrio assistito e volontario. Il DDL, secondo quanto riportato, trasferirebbe al Prefetto – sentito il Tribunale per i minorenni – la competenza decisionale oggi attribuita al giudice minorile. Un cambiamento che, secondo il Tavolo, ridurrebbe le garanzie di tutela, spostando una decisione che incide su diritti fondamentali dall’autorità giudiziaria a quella amministrativa.
Attualmente sono diverse migliaia i giovani tra i 18 e i 21 anni ancora inseriti nel sistema di accoglienza e accompagnamento; a questi si aggiungeranno nei prossimi anni i minorenni oggi accolti che raggiungeranno la maggiore età. Per questo, le organizzazioni firmatarie chiedono al Governo di ritirare le proposte restrittive e al Parlamento di non approvare modifiche che incidano negativamente sul sistema di tutela.
Il Tavolo Minori Migranti ribadisce la disponibilità a un confronto immediato e costruttivo con le istituzioni, sottolineando che la piena attuazione della Legge 47 – ancora non completamente realizzata – rappresenta la strada per garantire un’accoglienza efficace, sostenibile e rispettosa dei diritti, contribuendo al benessere dei ragazzi e delle ragazze e alla coesione dell’intera collettività.

