In occasione delle celebrazioni della Giornata Mondiale del Rifugiato, il Centro Astalli promuove lunedì 15 giugno alle ore 17:30, presso l’Aula Magna della Pontificia Università Gregoriana, il Colloquio sulle migrazioni “RIFÙGIATI! L’accento posto su un diritto”. Intervengono Mons. Paolo Bizzeti, già Vicario Apostolico di Anatolia e fondatore di A.M.O. – F.M.E. (Amici del Medio Oriente – Friends of Middle East), e Nathalie Tocci, politologa ed editorialista, Professor of the Practice alla Johns Hopkins SAIS Europe. Introduce e modera Marco Damilano, giornalista e scrittore.
A settantacinque anni dalla firma della Convenzione di Ginevra del 1951 sullo status dei rifugiati, il diritto d’asilo attraversa una delle sue stagioni più difficili: eroso da politiche di chiusura, indebolito da accordi opachi e contestato da una parte crescente del dibattito pubblico. Secondo il Global Trends Report dell’UNHCR, sono 117,8 milioni le persone costrette alla fuga nel mondo: un numero in calo per la prima volta in un decennio, ma che resta a livelli inaccettabili e che descrive solo parzialmente la realtà. Nel 2025, infatti, dei 14,7 milioni di ritorni registrati, molti sono avvenuti sotto pressione e in condizioni precarie nei Paesi di origine. Nello stesso anno 5,4 milioni di persone sono state costrette a fuggire da violenze e persecuzioni, cercando protezione in altri Paesi. Il 70% dei rifugiati vive in esilio da anni e quasi la stessa quota è ospitata in Paesi a basso e medio reddito. Mentre la guerra in Medio Oriente produce nuovi sfollamenti e la crisi climatica si rivela già una crisi migratoria, la risposta prevalente degli Stati resta la chiusura: meno protezione, più frontiere; meno cooperazione, più esternalizzazione.
Il Colloquio sulle migrazioni “RIFÙGIATI! L’accento posto su un diritto” nasce dalla convinzione che la sfida più profonda non risieda nei numeri né nei trattati, ma in un cambiamento culturale che precede quello politico. L’indifferenza si presenta ormai come posizione legittima, mentre un lessico fatto di espressioni come “ondate”, “emergenza” e “invasione” contribuisce a normalizzare letture semplificate e prepara il terreno a politiche accettate senza più indignazione. Quando la persona rifugiata smette di essere un soggetto di diritti per diventare un problema di ordine pubblico, qualcosa si è già spezzato nel modo in cui guardiamo gli altri.
partire dalla testimonianza di chi ha vissuto accanto alle comunità del Medio Oriente e dall’analisi geopolitica degli scenari internazionali, il dialogo tra Mons. Bizzeti e Nathalie Tocci, moderato da Marco Damilano, si concentrerà sul divario tra quanto stabilito dalla Convenzione di Ginevra e quanto le politiche attuali garantiscono concretamente alle persone in fuga, interrogando al tempo stesso la disponibilità delle nostre società a colmare questa distanza.
P. Camillo Ripamonti, Presidente del Centro Astalli sottolinea: sottolinea: “La Giornata Mondiale del Rifugiato non è soltanto una ricorrenza, è un banco di prova per le istituzioni, per la società civile e per ciascuno di noi. Rinnovare oggi l’impegno verso chi cerca protezione significa difendere non solo i diritti dei rifugiati, ma anche la credibilità dei principi di umanità, giustizia e solidarietà sui quali si fondano le nostre società «perché la dignità umana non ha passaporto e non perde il suo valore quando attraversa una frontiera» (Papa Leone XIV)”.
Il Centro Astalli, nell’anno in cui ricorrono i 75 anni della Convenzione di Ginevra e i 45 anni dalla sua nascita, rinnova il proprio impegno accanto a chi cerca protezione e rivolge un appello perché il sistema internazionale di tutela torni a essere il riferimento delle politiche migratorie e non l’ostacolo da aggirare.

