Ancora 30 migranti morti mentre l’Europa continua ad alzare muri

Almeno 30 migranti sono annegati, al largo delle coste occidentali della Libia, dopo che l’imbarcazione sulla quale si trovavano diretti verso l’Europa, si è ribaltata.
A quanto riferisce l’ufficio della guardia costiera libica, tre imbarcazioni con circa 500 migranti a bordo sono state intercettate e soccorse a largo della costa di Mellitah, mentre altre tre sono affondate, provocando la morte di circa 30 migranti africani, donne e uomini. Al momento sono stati recuperati 4 corpi, mentre gli altri risultano dispersi. Le tre imbarcazioni tratte in salvo sono state date alle fiamme dopo che i migranti sono stati messi in sicurezza.

Intanto ieri sulle coste siciliane sono approdate quasi 1.500 persone: 700 a Palermo e gli altri divisi tra Pozzallo e Augusta. Mentre i marinai della Guardia costiera facevano rotta verso i porti italiani, al largo della Libia si consumava l’ennesima strage in mare: sarebbero 30 i migranti morti in un naufragio di fronte a Mellitah, secondo quanto riportano le autorità. libiche.

La nuova ondata di sbarchi sulle coste italiane può essere letta come il primo effetto dell’accordo sottoscritto con la Turchia.
Infatti oltre ai cittadini dei paesi dell’Africa subsahariana che abitualmente partono dalla Libia verso l’Italia, sono tornati a solcare quel tratto di mare anche siriani, iracheni e afgani che fino a poco tempo fa passavano per la via dei Balcani per arrivare in Europa.

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