I gesuiti e i rifugiati

Padre Pedro Arrupe nacque a Bilbao il 14 novembre 1907. Il 14 novembre 1980 nascevaa Roma, il JRS, il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati e non è una coincidenza che questi due eventi siano collegati. Quel giorno infatti, fu proprio Pedro Arrupe, allora Preposito Generale della Compagnia di Gesù, a dare vita al Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati.

Fu lui che, come Superiore Generale dei gesuiti, sentì l’immenso bisogno dei rifugiati in cerca di asilo, dopo essere stati costretti a lasciare il loro Paese. È stato lui ad ascoltare il loro grido, consapevole che i rifugiati fossero “segni dei tempi”, un aspetto della sua epoca che esigeva una risposta, in particolare dai gesuiti. “Una tale situazione costituisce una sfida alla Compagnia di Gesù che non può essere ignorata”, scriveva.

Pedro Arrupe non sapeva per quanto tempo sarebbe stata necessaria questa nuova opera. Non poteva immaginare che il numero dei rifugiati avrebbe continuato a crescere nei decenni. Ma la sua intuizione e l’impulso che ha dato al Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati hanno permesso all’opera di attraversare le crisi umanitarie e di continuare a Servire, Accompagnare Difendere i rifugiati in 54 paesi nel mondo.

Tra questi, il Centro AstalliServizio dei Gesuiti per i Rifugiati in Italia, la cui nascita si fa risalire al 14 novembre 1981.

Come Preposito Generale, Padre Pedro Arrupe ha guidato la Compagnia di Gesù attraverso la fase di rinnovamento avviata dal Concilio Vaticano II. Nel 1975 aveva convocato una Congregazione Generale, di cui il documento più influente è il Decreto 4, il cui punto centrale così recita: “In sintesi, la missione della Compagnia di Gesù oggi è il servizio della fede, di cui la promozione della giustizia costituisce un’esigenza assoluta in quanto fa parte di quella riconciliazione tra gli uomini richiesta dalla loro riconciliazione con Dio”.

Sarà poi padre l’invito a interessarsi dei rifugiati. Riconoscendo nel 1990 che la risposta dei gesuiti al JRS era stata fino ad allora “magnifica”, soggiungeva che l’universalità della Compagnia, la sua mobilità e soprattutto la sua disponibilità apostolica sono qualità radicate nella sua tradizione che dovrebbero aiutare a far fronte alle sfide poste dalla crisi contemporanea dei rifugiati. Sfide sempre più attuali, che richiedono impegno, analisi e creatività.

Il Centro Astalli compie 40 anni. Li compie il 14 novembre, giorno in cui è nato p. Pedro Arrupe, fondatore del Servizio dei Gesuiti per Rifugiati. Una data simbolica che rappresenta un riferimento ideale e al contempo concreto, come era tangibile l’amore di Arrupe per i rifugiati. Il Centro Astalli con la sua azione di accompagnamento, servizio e difesa dei rifugiati si impegna ogni giorno a dare loro dignità e possibilità di vita libera e piena in Italia.

Con un saluto introduttivo papa Francesco accompagna l’inaugurazione di “Volti al futuro”, la mostra per l’anniversario della sede italiana del Servizio dei Gesuiti per i rifugiati. 

Nell’incipit del Papa alcuni nomi – Duclair, Nathaly, Haider – a rappresentare le persone rifugiate che in questi ultimi 40 anni sono arrivate in Italia e sono state accompagnate dal Centro Astalli.

Papa Francesco non dimentica i segni di speranza che pure in questi 40 anni “ci permettono di poter sognare di camminare insieme come un popolo nuovo verso un noi sempre più grande”. E, rivolgendosi direttamente ai “cari rifugiati”, li indica come “segno e volto di questa speranza”.

In occasione del 40° anniversario della nascita del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, Papa Francesco invia un augurio e parole di incoraggiamento ai rifugiati, volontari e operatori del JRS, rivolgendo un pensiero anche al Centro Astalli, sede italiana.

Oggigiorno troppe persone nel mondo sono costrette ad aggrapparsi a barconi e gommoni nel tentativo di cercare rifugio dai virus dell’ingiustizia, della violenza e della guerra”.

Lasciar morire, senza far nulla, coloro i quali cercano di raggiungere un posto sicuro nel mondo è il frutto amaro della logica dell’indifferenza e della cultura dello scarto da cui ci mette in guardia Papa Francesco: “Uomini e donne di ogni fede reagiscano e fermino l’ecatombe. Celebrare i 40 anni è rinnovare l’impegno quotidiano al fianco dei rifugiati con la consapevolezza di essere al fianco dei giusti”.

Gli Orientamenti Pastorali sugli Sfollati Climatici sono un documento sotto forma di opuscolo, che contiene fatti, interpretazioni, politiche e proposte rilevanti sul fenomeno degli sfollati climatici.

Come afferma papa Francesco nella prefazione della pubblicazione del 2021:

“Questa è l’opera che il Signore ci chiede ora, e in essa c’è un’immensa gioia. Non usciremo da crisi come quelle del clima o del COVID-19 rinchiudendoci nell’individualismo, ma solo “stando insieme”, attraverso l’incontro, il dialogo e la cooperazione. Ecco perché sono particolarmente lieto che siano stati elaborati questi Orientamenti Pastorali sugli Sfollati Climatici all’interno del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, assieme alla Sezione Migranti e Rifugiati e al Settore Ecologia Integrale. Questa cooperazione è di per sé un segno della via da seguire”.

La pubblicazione con cui il Centro Astalli celebra i 40 anni dalla nascita del Jesuit Refugee Service. Una raccolta di interventi che il gesuita, che guidò la Compagnia di Gesù dal 2008 al 2016, negli anni del suo generalato ha rivolto ai rifugiati in occasione di alcuni incontri pubblici. Ospitalità, dialogo, educazione e riconciliazione sono i temi che ricorrono e dai quali emerge una visione dell’altro vissuto sempre come un dono.

Il 4 febbraio 2019, in occasione dell’inaugurazione del Centro Matteo RicciP. Arturo Sosa, Superiore Generale della Compagnia di Gesù rivolge un messaggio a rifugiati e operatori del Centro Astalli: “(…)La stragrande maggioranza dei migranti e dei rifugiati sono giovani. Come adulti è nostra responsabilità ascoltarli, accompagnarli, assicurarci che siano messi in condizione di dare il loro contributo a una società insieme unita e aperta. È parte del nostro impegno fare del nostro meglio perché essi siano educati ad essere cittadini universali in questo mondo plurale e multiculturale”. 

In occasione dei 35 anni dalla fondazione del Centro Astalli, il Santo Padre ha voluto inviare un messaggio di saluto ed un augurio a rifugiati, operatori e volontari che nel corso degli anni hanno intrapreso insieme il cammino verso l’accoglienza e l’integrazione nei servizi del Centro. Il video è stato proiettato in una sala gremita del Teatro Argentina durante la presentazione del Rapporto annuale 2016, evento in cui si è voluta tracciare una fotografia aggiornata sulle attività che il Centro Astalli ha svolto nel corso del 2015 a Roma e nelle sue sedi territoriali in Italia.
“In questo anno della misericordia ricorrono i 35 anni di Servizio dei Gesuiti per i rifugiati in Italia, un’attività che è stata prima di tutto un camminare insieme, come un unico popolo. E questo è bello e giusto Occorre continuare con coraggio: «Ero forestiero e mi avete accolto”.(Mt 25,35)

In occasione dei 35 anni del JRS, il 14 novembre 2015, Papa Francesco ha ricevuto 18 rifugiati del Centro Astalli che con lo staff del Jrs Internazionale e P. Camillo Ripamonti presidente Centro Astalli, hanno avuto modo di incontrare il Pontefice in un’udienza privata . Il gruppo era composto da rifugiati provenienti da Somalia, Egitto, Costa d’Avorio, Iran, Congo Kenia, Ucraina, Burkina Faso.

In occasione della visita al Centro Astalli, il 10 settembre 2013, papa Francesco ha ricordato padre Pedro Arrupe, fondatore del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, e ringraziato operatori e rifugiati dicendo “Grazie per la testimonianza, per l’aiuto, per le vostre preghiere, per il desiderio, la voglia di andare avanti, di lottare e andare avanti. Grazie per difendere la vostra, la nostra dignità umana”.

 

Per i 25 anni del JRS, una piccola racconta di testi, particolarmente significativi per chiarire il contesto in cui il Centro Astalli è nato e continua ad operare.

Il primo testo è la lettera sull’apostolato sociale di Padre Pedro Arrupe, generale della Compagnia di Gesù che istituì nel 1980 il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati. Altri due testi: La nostra missione e la giustizia e La nostra missione e il dialogo interreligioso, redatti dalle XXXIV Congregazione Generale del 1995.

P. Kolvenbach, al tempo Superiore Generale della Compagnia, con la lettera “Sull’apostolato sociale” del 24 gennaio 2000, esorta i gesuiti a rinnovare l’impegno di integrazione tra evangelizzazione e promozione della giustizia sociale, a superare ritardi e resistenze in questo campo, a meglio coordinare forze e iniziative a livello sia nazionale che internazionale, come evoluzione della CG 34 del decreto La nostra missione e la giustizia.

 

Messaggio di papa Francesco per la 107ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2021

Verso un NOI sempre più grande: Un noi grande come l’umanità è il tema scelto da Papa Francesco per le celebrazioni di quest’anno e fa eco al suo appello a far sì che «alla fine non ci siano più “gli altri”, ma solo un “noi”» (Fratelli Tutti, 35). In questo messaggio il Santo Padre esorta a far sì che «non ci siano più gli altri, ma solo un noi». Egli  invita la Chiesa a uscire per le strade delle periferie esistenziali per curare chi è ferito e cercare chi è smarrito, senza paure o pregiudizi.

Messaggio di papa Francesco per la 106ma Giornata del Migrante e del Rifugiato 2020

Come Gesù Cristo, costretti a fuggire – Accogliere, proteggere, promuovere e integrare gli sfollati interni. Non si dimentichino gli sfollati interni e “tutti coloro che si sono trovati a vivere e tuttora vivono esperienze di precarietà, di abbandono, di emarginazione e di rifiuto a causa del Covid-19”. È questa l’esortazione con cui si apre il messaggio dedicato alla “tragica condizione” spesso “invisibile” degli sfollati interni. Nei loro volti, afferma Francesco, si riflette quello di Gesù profugo.

Messaggio di papa Francesco per la 105ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2019

Con il messaggio Non si tratta solo di Migranti, Papa Francesco intende sottolineare che “i suoi ripetuti appelli a favore dei migranti, dei rifugiati, degli sfollati e delle vittime della tratta devono essere compresi all’interno della sua profonda preoccupazione per tutti gli abitanti delle periferie esistenziali”. “L’affamato, l’assetato, il forestiero, l’ignudo, il malato e il carcerato che bussa oggi alla nostra porta è Gesù stesso che chiede di essere incontrato e assistito”.

Messaggio di papa Francesco per la 104ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2018

Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati è il tema del messaggio scelto dal Santo Padre Francesco per questa giornata. Il Papa nel suo Messaggio afferma chiaramente che “ogni forestiero che bussa alla nostra porta è un’occasione di incontro con Gesù Cristo”. Papa Francesco parla di una “grande responsabilità che la Chiesa intende condividere con tutti” per esprimere sollecitudine verso i migranti. Un testo ricco di proposte e azioni concrete, che il Papa offre all’analisi e allo studio della comunità cristiana e di quella internazionale. Il Messaggio si articola dunque in 4 punti, quattro verbi “fondati sui principi della Dottrina della Chiesa”.

Messaggio di papa Francesco per la 103ma Giornata del Migrante e del Rifugiato 2017

Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce; Papa Francesco richiama l’attenzione sulla realtà dei migranti minorenni, specialmente quelli soli, sollecitando tutti a prendersi cura dei fanciulli che sono ancor più indifesi perché minori, perché stranieri e perché inermi, quando, per varie ragioni, sono forzati a vivere lontani dalla loro terra d’origine e separati dagli affetti familiari.Le migrazioni, oggi, non sono un fenomeno limitato ad alcune aree del pianeta, ma toccano tutti i continenti e vanno sempre più assumendo le dimensioni di una drammatica questione mondiale.

Messaggio di papa Francesco per la 102ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2016

 Migranti e rifugiati ci interpellano. La risposta del Vangelo della misericordia è il tema scelto da papa Francesco: davanti a migranti e rifugiati che “ci interpellano” la risposta che papa Francesco invoca nell’anno del Giubileo è basata sull’accoglienza, all’insegna del “Vangelo della misericordia”. Deve essere il momento per una “sensibilizzazione delle comunità cristiane al fenomeno migratorio” e per la realizzazione di quelli che vengono definiti “segni concreti di solidarietà, che abbiano un valore simbolico, e che esprimano la vicinanza e l’attenzione ai migranti e rifugiati”.

Messaggio di Papa Francesco per la 101ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2015

Chiesa senza frontiere, Madre di tutti, è il messaggio di papa Francesco che intende sottolineare come «non di rado questi movimenti migratori suscitano diffidenze e ostilità, anche nelle comunità ecclesiali, prima ancora che si conoscano le storie di vita, di persecuzione o di miseria delle persone coinvolte. In tal caso, sospetti e pregiudizi si pongono in conflitto con il comandamento biblico di accogliere con rispetto e solidarietà lo straniero bisognoso».

Messaggio di papa Francesco per la 100ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2014

Migranti e rifugiati: verso un mondo migliore: “Ci auguriamo che il 2014 sia davvero un anno nuovo e che la gestione delle migrazioni sia equa, efficace e caratterizzata da profonda solidarietà. Le parole del Papa ancora una volta – dopo lo straordinario segno rappresentato dalla sua visita a Lampedusa – ci richiamano alle responsabilità di tutti nei confronti di chi fugge da situazioni di guerra e di povertà estrema, a partire dai più vulnerabili, i bambini e gli adolescenti”.

Consulta l’Archivio dei Messaggi per le GMR

Condividi su:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Buy now