Il Papa scrive ai giovani d’Europa

“Trasformate il “vecchio continente” in un “nuovo continente”. Siete giovani attenti, meno ideologizzati, abituati a studiare in altri Paesi europei, aperti a esperienze di volontariato, sensibili ai temi dell’ambiente. Per questo sento che c’è speranza”. Sono state queste le prime parole che Papa Francesco ha scelto per aprire il suo messaggio rivolto alle migliaia di giovani riuniti dall’11 al 13 luglio a Praga per la EU Youth Conference, l’iniziativa promossa dalla presidenza ceca dell’Unione Europea che intende mettere in contatto i ragazzi con chi è chiamato a decidere e promuovere allo stesso tempo un impegno comune per un’Europa sostenibile e inclusiva.

Il Santo Padre in relazione all’origine etimologica del nome “Europa” ha detto: “Tra le varie ipotesi, una è particolarmente suggestiva: è quella che risale all’espressione “eurús op”, cioè “occhio grande”, “ampio sguardo”, che evoca la capacità di guardare oltre. Europa, figura mitologica che aveva fatto innamorare di sé gli dei, era chiamata “la fanciulla dagli occhi grandi”. Quindi penso anche a voi, giovani europei, come a persone dallo sguardo ampio, aperto, capaci di guardare oltre”.

E riferendosi all’iniziativa, lanciata nel settembre 2019, chiamata Patto Educativo Globale, un’alleanza tra gli educatori di tutto il mondo per educare le giovani generazioni alla fraternità, Papa Francesco ha detto “Vedendo però come sta andando questo mondo guidato da adulti e da anziani, sembra che forse dovreste essere voi a educare gli adulti alla fraternità e alla convivenza pacifica! Tra i primi impegni del Patto Educativo c’è quello di ascoltare i ragazzi, gli adolescenti e i giovani. Perciò, cari giovani, fate sentire la vostra voce! Se non vi ascoltano, gridate ancora più forte, fate rumore, avete tutto il diritto di dire la vostra su ciò che riguarda il vostro futuro.

Tra le varie proposte del Patto Educativo Globale, ne richiamo due che ho visto presenti anche nella vostra Conferenza.

La prima: “Aprirsi all’accoglienza”, e quindi il valore dell’inclusione: non lasciarsi trascinare in ideologie miopi che vogliono mostrarvi l’altro, il diverso come un nemico. L’altro è una ricchezza. L’esperienza di milioni di studenti europei che hanno aderito al Progetto Erasmus testimonia che l’incontro tra persone di popoli diversi aiuta ad aprire gli occhi, la mente e il cuore. Fa bene avere “occhi grandi” per aprirsi agli altri. Nessuna discriminazione contro nessuno, per nessuna ragione. Essere solidali con tutti, non solo con chi mi assomiglia, o mostra un’immagine di successo, ma con coloro che soffrono, qualunque sia la nazionalità e la condizione sociale. Non dimentichiamo che milioni di europei in passato hanno dovuto emigrare in altri continenti in cerca di futuro. Anch’io sono figlio di italiani emigrati in Argentina”. “Il fine dell’educazione” – si legge ancora nel messaggio – “è la crescita della persona orientata al bene comune. Saranno queste esperienze solidali che cambieranno il mondo, non quelle “esclusive” (ed escludenti) delle scuole d’élite. Eccellenza sì, ma per tutti, non solo per qualcuno”.

L’altra proposta su cui il Papa ha richiamato l’attenzione dei giovani è la cura per la casa comune.

“Anche qui ho notato con piacere che, mentre le generazioni precedenti parlavano molto e concludevano poco, voi invece siete stati capaci di iniziative concrete. Per questo dico che questa volta può essere la volta buona. Se non riuscirete voi a dare una svolta decisiva a questa tendenza autodistruttiva, sarà difficile che altri ci riusciranno in futuro”.

Un riferimento alla “guerra assurda” che si combatte in Ucraina. “Come al solito, pochi potenti – scrive il Papa – decidono e mandano migliaia di giovani a combattere e morire”

A conclusione del messaggio Papa Francesco ha rivolto un augurio ai ragazzi “siate giovani generativi, capaci di generare nuove idee, nuove visioni del mondo, dell’economia, della politica, della convivenza sociale; ma non solo nuove idee, soprattutto nuove strade, da percorrere insieme”.

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