La Fondazione ISMU presenta il suo ventinovesimo rapporto sulle migrazioni

Presentato il Ventinovesimo Rapporto sulle migrazioni 2023 a cura della Fondazione ISMU ETS (Iniziative e Studi sulla Multietnicità). L’elaborato prende in esame le questioni più significative della realtà migratoria in Italia sotto diversi profili, lavorativo, scolastico, religioso e demografico.

Secondo le stime del Rapporto, sono 5 milioni e 775mila le persone di origine straniera che al 1° gennaio 2023 risultano presenti in Italia (55mila in meno rispetto allo stesso periodo del 2022), di cui circa tre quarti del totale è rappresentato da una componente di cittadini non comunitari. Il 40% di cittadini extra-UE proviene prevalentemente da quattro Paesi: Ucraina, Marocco, Albania e Cina.  Seguono undici Paesi con quote di presenze di cittadini non comunitari tra il 2% e il 5%: India, Bangladesh, Egitto, Filippine, Pakistan, Moldova, Sri Lanka, Senegal Nigeria, Tunisia e Perù.

Nel 2023 sono sbarcate presso le coste italiane 157mila persone, di cui 17.283 minori stranieri non accompagnati, con una crescita del 67,1% rispetto al 2022. 2.571 persone, 1.000 in più rispetto al 2022, sono morte in mare lungo la rotta più pericolosa al mondo, quella del Mediterraneo Centrale.

Durante l’anno appena trascorso è stato rilevato un incremento di flussi di persone provenienti dalla Tunisia (200% rispetto al 2022) e una leggera diminuzione di arrivi dalla Libia (-2.4%). La maggior parte delle persone giunte in Italia nel 2023 proviene da Guinea (11,6%) Tunisia (11%), Costa d’Avorio (10,2), Bangladesh (7,7%) ed Egitto (7,0%). In aumento anche gli arrivi alla frontiera con la Slovenia: tra gennaio e novembre sono stati registrati oltre 11.000 arrivi di persone provenienti prevalentemente da tre paesi, Pakistan, Afghanistan e Bangladesh.

Per quanto riguarda le domande di asilo in Italia, nel 2023 sono 135.820 le nuove richieste presentate in particolar modo da cittadini del Bangladesh (17,3%), Egitto (13,5%) e Pakistan (12,6%), rispetto alle 84.289 del 2022. Nel corso del 2022 le persone che hanno acquisito la cittadinanza italiana sono state circa 214mila, rispetto ai 121.457 dell’anno precedente e sono in prevalenza marocchini, albanesi e ucraini.

Dopo la battuta d’arresto dovuta alla pandemia, i livelli di occupazione delle persone di origine straniera sono tornati a salire, nel 2022, la crescita dell’occupazione dei 15-64enni è pari al 21,7%. I settori con il più alto numero di lavoratori sono quelli dedicati ai servizi personali e collettivi (31,6%), agricoltura (17,7%), ristorazione e turismo (17,3%) e costruzioni (15,6%). Nel 2023 sono stati assunti 1.057.620 lavoratori stranieri. Continua, però, a persistere la grave problematica del “lavoro povero”: nel 2022, infatti, per i lavoratori non comunitari a tempo indeterminato la retribuzione media annua è stata di 19.251 euro, per i dipendenti a tempo determinato, invece, è stata pari a 9.508 euro. Per quanto riguarda l’occupazione femminile, le donne lavoratrici di origine straniera risultano fortemente penalizzate. Nel 2022, infatti, il tasso di occupazione femminile delle donne non comunitarie è molto più bassi rispetto alle donne italiane (il 43,7% rispetto al 51,5%).

All’interno del sistema scolastico, nel 2023 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha certificato la presenza di 888.880 alunni con entrambi i genitori di origine straniera per l’anno scolastico 2022/23. Il 44% degli alunni stranieri è di origine europea. Gli studenti con cittadinanza non italiana sono originari di oltre 200 Paesi differenti. Le cittadinanze più rappresentate sono quella rumena con oltre 151mila studenti, albanese con 117mila e marocchina con 111mila. Nel 2022 sono stati accolti nelle scuole italiane 27.506 studenti ucraini accolti nelle scuole, di cui il numero maggiore di studenti si è inserito in Lombardia (5.748), Emilia-Romagna (3.218) e Campania (2.744). La maggior parte degli studenti con cittadinanza non italiana risiede nelle regioni settentrionali. La Lombardia accoglie 222.364 alunni con background migratorio, seguita da Emilia-Romagna (106.280) e Veneto (96.105).

In ambito religioso, la Fondazione ISMU ETS ha stimato che fino al 2023 la maggioranza assoluta della popolazione straniera residente in Italia sia di religione cristiana (53,1%), di cui il 29,2% ortodossi, seguiti dai cattolici (17,0%), dagli evangelici (2,7%) e dai i copti (1,6%). Le persone di religione musulmana rappresentano il 29,7%, i buddisti (3,3%), gli induisti (2,1), i sikh (1,7%) e altre religioni (0,4%). Gli atei o agnostici sono il 9,7%.

LEGGI IL VENTINOVESIMO RAPPORTO SULLE MIGRAZIONI 2023

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