Lo scorso 25 maggio, Papa Leone XIV ha pubblicato la sua prima enciclica dal titolo “Magnifica Humanitas” il cui argomento principale è “la custodia della persona umana al tempo dell’intelligenza artificiale”. Composta da 245 paragrafi, la lettera papale affronta il tema della tecnologia in senso critico, avanzando un appunto al potere delle Big Tech e del “Colonialismo Digitale”, il quale: “si appropria dei dati trasformando le vite personali in informazioni sfruttabili.”
Partendo dall’assunto che “la tecnologia non è – necessariamente – una forza antagonista rispetto alla persona”, Papa Leone ribadisce la necessità di democratizzare uno strumento sempre più influente nella società odierna e che offre spesso “l’illusione della neutralità”, a vantaggio – invece – dei pochi grandi agenti economici e tecnologici che ne sfruttano guadagno, potenzialità e consumo. Diventa indispensabile, a questo punto, farsi testimoni di una giustizia sociale orientata alla “difesa dell’umano e della vita comune”, garantendo a tutti “un accesso equo alle opportunità”, al fine di contrastare “disuguaglianza, odio e disinformazione”.
È proprio nell’invito di Papa Leone a impegnarsi per il bene comune che troviamo uno spazio di riflessione anche per migranti, rifugiati e sfollati: “un banco di prova decisivo”, citando alla lettera, per comprendere se “l’idea di giustizia è guidata dalla paura o dalla fraternità”. Un impegno affinché sia custodito il “diritto alla speranza” di chi è costretto a partire, ma anche il diritto di tutti a vivere in pace e sicurezza nelle proprie terre, affrontando collettivamente le cause profonde che costringono sempre più persone a lasciarsi casa alle spalle.

