Nell’ultima settimana oltre 13mila arrivi e 1000 i morti nel Mediterraneo.

Sono più di mille i migranti e rifugiati morti nel corso della scorsa settimana nel Mediterraneo centrale, molti dei quali ritenuti minori non accompagnati. La nuova ondata di sbarchi negli ultimi 6 giorni ha portato sulle coste siciliane oltre 13mila persone dalla Libia e dall’Egitto, un numero record favorito anche dal bel tempo e perciò destinato a crescere: 688 tratti in salvo soltanto nella giornata di sabato, 3500 quelli arrivati nei porti di Messina, Taranto, Augusta e Pozzallo; 65 morti ripescati ma sono centinaia i dispersi. Tre bambini hanno perso la vita nell’ultimo naufragio della notte tra venerdì e sabato, insieme ad altri 45 stranieri che speravano di raggiungere l’Italia.

Finora la media di migranti arrivati è inferiore, anche se di poco, a quella del 2015, ma è lecito immaginare che l’estate potrebbe registrare il più alto numero di sbarchi mai visto. Le condizioni delle imbarcazioni che arrivano sulle coste italiane sono pessime: dopo la notizia di un barcone con a bordo oltre 600 persone che si è capovolto a largo delle coste libiche e l’arrivo a Lampedusa di una bambina di appena 9 mesi che aveva perso la madre nella traversata, preoccupano le condizioni in cui migliaia di migranti sono costretti ad affrontare il viaggio in mare.

Proprio per l’alto numero di minori arrivati, l’Unicef esprime preoccupazione per coloro che utilizzeranno la pericolosa rotta tra la Libia e l’Italia. La stessa organizzazione a breve inizierà un’operazione con il Governo italiano e i suoi partner per dare supporto nella protezione dei minori non accompagnati. ”Le storie che ho personalmente sentito da bambini che hanno fatto questo viaggio sono terribili. Nessun bambino dovrebbe affrontarle. Le loro vite sono nelle mani di trafficanti a cui interessano solo i soldi che possono estorcere loro”, ha detto Marie-Pierre Poirier, coordinatore speciale Unicef per la crisi europea dei rifugiati e dei migranti. Una media di mille minorenni non accompagnati al mese sono arrivati quest’anno in Italia, ma l’Unicef si aspetta che questa cifra aumenti nei prossimi mesi.

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