XII Giornata di preghiera e riflessione contro la tratta delle persone

I dati di OIM, OIL e Walk Free rivelano che circa 50 milioni di persone sono intrappolate nella schiavitù moderna della tratta. Gli sforzi per contrastarla spaziano dalle iniziative delle organizzazioni internazionali, come l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine, fino ai programmi locali che affrontano il problema alla radice. Ad esempio, in Nigeria — che è al tempo stesso paese di origine, di transito e di destinazione delle vittime della tratta — la Congregazione delle Ancelle del Sacro Bambino Gesù è tra le realtà che guidano gli interventi di base. Il loro lavoro è focalizzato sulla sensibilizzazione, sul salvataggio delle persone trafficate e sulla riabilitazione dei sopravvissuti per favorirne il reinserimento nella società. Il legame tra migrazione e tratta di esseri umani sta diventando sempre più evidente e preoccupante. Con la progressiva riduzione delle vie legali e sicure verso la protezione, molti Paesi stanno rafforzando i controlli alle frontiere, limitando l’accesso alle procedure d’asilo e procedendo a rimpatri forzati verso regioni segnate da conflitti, instabilità o povertà estrema. In questo contesto, le persone in fuga da persecuzioni, violenze o disastri — così come coloro che cercano semplicemente sicurezza e dignità — si trovano senza alternative concrete.

Quando le rotte sicure scompaiono, emergono percorsi pericolosi. Le persone in movimento, in particolare donne e bambini, vengono spinte nelle mani di reti criminali che sfruttano la loro vulnerabilità e disperazione. Queste reti non si limitano ai trafficanti che facilitano i viaggi irregolari, ma includono anche i veri e propri sfruttatori che traggono profitto dalla coercizione, dall’inganno e dallo sfruttamento. Senza protezioni legali o accesso a sostegni adeguati, migranti e richiedenti asilo diventano bersagli facili per il lavoro forzato, lo sfruttamento sessuale, l’estorsione e altre gravi forme di abuso.

Questo crescente intreccio tra politiche migratorie restrittive e dinamiche della tratta evidenzia l’urgenza di adottare approcci complessivi e umani nella gestione delle migrazioni — approcci che amplino i canali sicuri, rafforzino i meccanismi di protezione e pongano la dignità umana al centro, prima della logica della deterrenza.

Da mercoledì 4 a domenica 8 febbraio, le comunità di tutto il mondo, tra cui quelle del JRS e del Centro Astalli, si uniranno per la XII Giornata di preghiera e riflessione contro la tratta delle persone, dedicata al tema: “La pace comincia con la dignità. Un appello globale per porre fine alla tratta di persone”. Celebrata ogni anno l’8 febbraio, festa di San Giuseppina Bakhita, questa giornata mondiale vuole essere un invito a riflettere e a mettere in campo azioni concrete contro un crimine che continua a colpire milioni di donne, bambini, migranti e persone sfollate di tutto il mondo. A livello globale infatti è necessario accrescere la consapevolezza e la visibilità riguardo alla piaga invisibile della tratta di esseri umani. A livello locale è importante incoraggiare e coinvolgere le comunità nell’affrontare la tratta e lo sfruttamento, in particolare delle donne e dei bambini vulnerabili.

Gli eventi sono coordinati da Talitha Kum, una rete anti-tratta composta di congregazioni religiose femminili e organizzazioni attive in tutto il mondo. Comprende 777 congregazioni di religiose e quasi 93 congregazioni di religiosi dediti alla lotta contro la tratta di esseri umani. Questa rete globale opera con oltre 6.000 membri attivi e collaboratori presenti nei cinque continenti.

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