Chiesa cattolica rito bizantino Sant’Antonio Abate all’Esquilino

Sant’Antonio Abate all’Esquilino è una chiesa cattolica di rito-bizantino, che si trova a Roma nel rione Esquilino, in via Carlo Alberto. Dopo che i lavori per l’apertura di via dei Fori Imperiali portarono all’abbattimento della chiesa di San Lorenzo ai Monti, i cattolici russi di rito bizantino, rimasti senza una sede stabile, si videro assegnare nel 1928 la chiesa di Sant’Antonio Abate all’Esquilino mentre gli edifici annessi furono trasformati nel Pontificio Collegio Russicum, centro di studi russi ed orientali. La chiesa e le sue adiacenze furono acquistate dalla Santa Sede.

Fondata nel 1308, la chiesa affonda le proprie radici storiche nel V secolo d.C., quando papa Simplicio promosse un’opera di riconversione urbana di ambienti di tipo civile in luoghi di culto.

Dopo che il generale goto Valila aveva donato un’aula absidata appartenente alla domus del console Giunio Annio Bassio, sorse quindi la chiesa di sant’Andrea Catabarbara (catà barbarum patricium, ossia “presso il barbaro patrizio”) che fu poi parzialmente inglobata in Sant’Antonio all’Esquilino, come mostrano alcuni frammenti della navata sinistra risalenti al IX secolo.

Il portale romanico inserito nella facciata è ciò che rimane dell’ospedale situato accanto a Sant’Andrea Catabarbara (oggi chiesa scomparsa) per accogliere i malati affetti da malattie della pelle, in particolare dal cosiddetto “Fuoco di Sant’Antonio”. Un aneddoto interessante è legato alla possibilità che il rettore della struttura ospedaliera aveva di partecipare alla mensa papale, privilegio da lui sfruttato per destinare gli avanzi ai ricoverati. Nel corso dei secoli la chiesa ha subìto diversi rimaneggiamenti e restauri, e nel 1870 vide lo spostamento dell’ingresso dalla piazza – dove si celebrava la benedizione degli animali in occasione della festa di sant’Antonio, il 17 gennaio – alla doppia rampa di scale in via Carlo Alberto, a seguito di sbancamenti che abbassarono il livello della strada.

L’interno presenta tre navate, con due cappelle al termine di quelle laterali, e l’arredamento corrisponde ai canoni del rito bizantino: l’iconostasi dorata a tre porte, che fu commissionata al pittore russo Grigorij Pavlovic Maltzeff, divide la navata centrale dal coro, e il presbiterio si configura come palcoscenico delle celebrazioni e dei canti liturgici della ritualità bizantina. Una dimensione centrale, quella cantata, poiché veicolante il senso delle Scritture nella sua funzione estetica e contemplativa del divino. Oggi, accanto alla chiesa, nell’edificio dell’antico ospedale si trova il Pontificio Collegio Russicum, un centro dedicato agli studi sulla cultura e la spiritualità russa e orientale affidato alla Compagnia di Gesù, in cui hanno la possibilità di alloggiare e studiare studenti di confessione cattolica e ortodossa. Qui, nella sala del refettorio, sono da ammirare le opere d’arte di un iconografo di fama mondiale, il sacerdote tedesco, gesuita, studioso e critico d’arte padre Egon Sendler, allievo del Russicum.

Foto in anteprima e nel testo: Archivio Centro Astalli/Valentina Pompei

Il materiale didattico del Centro Astalli per l'assistenza agli immigrati ODV è disponibile esclusivamente per finalità educative, di ricerca o studio privato. I contenuti provenienti dal sito internet www.centroastalli.it devono essere accompagnati dalla citazione della fonte, tramite l’indirizzo web (URL) del testo.(2024)

Condividi su: