“Discriminata-Mente”: dare voce alle ferite invisibili, usare le giuste parole per curarle

Le ferite non finiscono con il viaggio. Per molte persone rifugiate, arrivare in un Paese sicuro non significa lasciarsi alle spalle la sofferenza, ma iniziare un nuovo confronto con razzismo, indifferenza ma anche traumi profondi, spesso invisibili. Se a questo si aggiunge il peso dello stigma legato al disagio psichico, il rischio è quello di una doppia discriminazione, silenziosa ma pervasiva.

A partire da questa consapevolezza si è svolto, il 18 marzo a Roma, presso la Sala Basaglia del Complesso Monumentale di Santa Maria della Pietà, l’evento “Discriminata-Mente: Il linguaggio discriminante e le ferite invisibili del disagio mentale”, promosso dal Centro Astalli insieme al Centro SAMIFO – Salute Migranti Forzati – ASL Roma 1, nell’ambito della XXII Settimana di azione contro il razzismo di UNAR.

Al centro dell’incontro, non solo i dati o le categorie, ma le persone. Le loro storie, segnate da guerre, violenze, fughe e attese, e spesso ulteriormente appesantite da un linguaggio che riduce, semplifica, etichetta. Le parole, è emerso con forza, possono ferire quanto i silenzi o le parole mal utilizzate: contribuiscono a costruire distanza, a tracciare confini invisibili tra “noi” e “loro”, rendendo più difficile riconoscere e accogliere la complessità delle esperienze individuali.

«Le ferite di chi ha attraversato guerre e persecuzioni non scompaiono con l’arrivo», ha ricordato p. Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli. «Ignorarle significa non solo mancare nella cura, ma rinunciare a costruire una convivenza più giusta.»

Nel corso del confronto è emersa anche la fragilità dei percorsi di salute mentale nei contesti di accoglienza: servizi discontinui, difficoltà di accesso, mancanza di strumenti adeguati rischiano di lasciare sole le persone proprio quando il bisogno è più urgente. Una mancanza che non resta individuale, ma si riflette sull’intera società, alimentando marginalità e isolamento.

Gli interventi di Valeria Della Valle – linguista, accademica e saggista italiana, Mattia Peradotto – Direttore dell’UNAR, Giancarlo Santone – Direttore UOSD Centro SAMIFO, ASL Roma 1, P. Camillo Ripamonti – Presidente Centro Astalli, operatori e mediatori del Centro Astalli e del SAMIFO, moderati dalla giornalista Vittoria Prisciandaro, hanno restituito uno sguardo plurale, capace di tenere insieme dimensione clinica, sociale e culturale. Un invito, condiviso, a cambiare prospettiva: riconoscere le persone nella loro interezza, andare oltre il pregiudizio, restituire voce e dignità a storie troppo spesso invisibili.

L’evento si inserisce in una più ampia campagna di comunicazione sui social, accompagnata da una serie di quattro podcast di approfondimento dal titolo “Discriminata-Mente. Le ferite invisibili della discriminazione”.

“Discriminata-Mente” è un progetto promosso da Centro Astalli per l’assistenza agli immigrati ODV insieme a Centro Astalli Trento ETS e Centro Astalli Sud. Alla realizzazione delle attività contribuiranno gratuitamente, in qualità di enti sostenitori, Centro SAMIFO – ASL Roma 1, Ass. Popoli Insieme ODV e Centro Astalli Bologna ODV.

Il progetto ha ricevuto un finanziamento nell’ambito delle attività della XXII Settimana di azione contro il razzismo da parte dell’UNAR, in qualità di Organismo Intermedio del PN Inclusione e Lotta alla Povertà 2021-2027, Priorità 1 ‘Sostegno all’inclusione sociale e lotta alla Povertà’, Obiettivo specifico ESO 4.11, Misura 4.11.3.1.

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