Ancora morti nel Mediterraneo: l’Europa intervenga

Circa 30 persone sono state trovate senza vita nel Canale di Sicilia, a bordo di un’imbarcazione carica di 590 migranti, soccorsa nella notte dalla nave Grecale dell’operazione Mare Nostrum. Stipati in una parte angusta del barcone, i rifugiati sono morti molto probabilmente per asfissia.

“Questa ennesima tragedia mostra chiaramente quale sia la realtà dei viaggi a cui chi fugge da guerre e persecuzioni è costretto a sottoporsi”, commenta padre Giovanni La Manna, presidente del Centro Astalli. “Non si muore solo per le avverse condizioni del mare, ma anche per il sovraffollamento di imbarcazioni sempre più fatiscenti, in cui trafficanti senza scrupoli imbarcano a caro prezzo centinaia di persone. Un’esperienza che lascia il segno anche nei sopravvissuti, a volte persino più dei traumi subìti nel proprio Paese prima della partenza”.

Il Centro Astalli ribadisce l’urgenza di istituire canali umanitari sicuri per chi cerca asilo in Europa.

“Il Consiglio Europeo della settimana scorsa è stata l’ennesima occasione sprecata”, afferma padre La Manna. “L’operazione Mare Nostrum è uno sforzo doveroso, ma rappresenta solo un primo passo. La vera sfida è trovare alternative protette e legali per mettere in salvo le vittime innocenti di guerre e persecuzioni.
Se in tempi rapidissimi l’Unione Europea non troverà una risposta efficace a questa emergenza umanitaria, dimostrerà di essersi ridotta a un’assemblea di Stati preoccupati di guardare solo ai singoli immediati interessi nazionali, incapaci di avere una visione comune al di là delle proprie frontiere. Di aver rinunciato, cioè, a quei valori che sono alla base della sua costituzione”.

 

30 Giugno 2014