Ancora morti nel Mediterraneo: “Si ponga fine all’ignobile strage”.

Con il miglioramento delle condizioni meteorologiche, nel Canale di Sicilia è ripreso in modo consistente il flusso di migranti provenienti dal Nord Africa e diretti verso l’Europa.
Secondo quanto comunicato dalla Guardia Costiera, sono stati 2.782 i migranti salvati nel fine settimana nel Mediterraneo, con 1.116 persone soccorse solo nella giornata di ieri. Tra venerdì e sabato, invece, sono stati 978 i migranti tratti in salvo in tre diverse operazioni con la collaborazione di Marina Militare e navi mercantili.

In queste ore nove corpi senza vita sono stati recuperati dalla Guardia Costiera italiana a circa 80 miglia dalle coste della Libia, nell’area dove si è capovolto un barcone carico di migranti diretto verso l’Italia. Sono state salvate 144 persone. Nell’area sono tuttora in corso ricerche di eventuali. I superstiti sono stati trasferiti a bordo di una nave della Marina Militare impegnata nell’operazione Triton, che sta facendo rotta ora verso la Sicilia.

Il Centro Astalli ancora una volta esprime cordoglio e profonda tristezza per la morte assurda ed evitabile di vittime incolpevoli di guerre e persecuzioni.

P. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli, commenta così la notizia dell’ennesimo naufragio:

“Ancora una volta ci troviamo a ripetere l’evidenza che la traversata del Mediterraneo è una rotta che non si può interrompere se non creando canali umanitari sicuri. I governi da anni si concentrano su accordi e politiche capaci di impedire gli arrivi, ma l’unico risultato che si ottiene è un’incalcolabile strage di innocenti.

Mi sembra che si sia ancora una volta dimostrato che niente può distogliere coloro che sono in cerca di asilo dal mettersi in viaggio in cerca di salvezza.
Abbiamo l’obbligo di attuare misure immediate che garantiscano la possibilità di chiedere asilo senza affidarsi ai trafficanti.

Fino a quando l’Europa, colmando un ingiustificabile ritardo, non provvederà a creare canali umanitari sicuri, chiediamo ancora una volta che si attuino operazioni di soccorso realmente efficaci che salvino i naufraghi fino alle 170 miglia dalle coste europee”.

 

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