La Spagna, porta d’Europa, si chiude ai migranti forzati. La denuncia del JRS

Il parlamento spagnolo ha adottato una legge che consente il rientro immediato dei migranti nelle enclavi spagnole di Ceuta e Melilla nel Nordafrica. Il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) – insieme al Servicio Jesuita a Migrantes (SJM) Spagna – teme che l’assenza di salvaguardie faciliterà il respingimento immediato di persone che hanno bisogno di protezione. Il JRS chiede alla Commissione europea di investigare appieno le implicazioni per il rispetto dei diritti umani della nuova legislazione.

La nuova normativa spagnola afferma che i migranti intercettati ai confini di Ceuta e Melilla possono essere immediatamente respinti “al fine di prevenire l’immigrazione illegale in Spagna”. La mancanza di garanzie procedurali nel testo di legge rende possibile l’incontrollato ed eccessivo utilizzo della forza da parte delle guardie di frontiera spagnole. Si tratta in sostanza di misure che non prendono in considerazione le necessità di protezione dei migranti.

Sebbene la legge affermi che i respingimenti al confine saranno effettuati in conformità con le norme internazionali sui diritti umani, non è illustrato come ciò sarà realizzato nella pratica.

“Questa nuova normativa non contiene alcuna garanzia specifica che saranno rispettati i diritti di chi ha bisogno di protezione”, nota Stefan Kessler, responsabile per le politiche del JRS Europa.

Soprattutto, se le persone sono forzate a tornare indietro senza avere la possibilità di presentare richiesta di asilo, è in pericolo il diritto di non essere respinti in un paese in cui si possa cadere vittime di gravi violazioni dei diritti umani (il principio del “non-respingimento”). Si tratta di un diritto sancito nella Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951, nella convenzione contro la tortura e nella legislazione comune europea.

Un’altra clausola generale nella legge prevede che le richieste di protezione internazionale debbano essere presentate presso punti di attraversamento specifici lungo il confine. Tuttavia non vi sono salvaguardie che tali punti di attraversamento siano accessibili a potenziali richiedenti. Tutti gli ingressi ufficiali a Ceuta e Melilla sono controllati non solo dalla polizia doganale spagnola, ma anche attentamente vigilati dalle forze marocchine.

“Esiste il pericolo concreto che alle persone sia impedito fisicamente di raggiungere i punti di attraversamento del confine e quindi bloccata la possibilità di presentare richiesta di protezione”, ha spiegato Kessler.

“Ora la Commissione europea ha il dovere di agire. Non è possibile accettare la violazione di norme europee e internazionali”.

Il JRS chiede al governo spagnolo di ritirare i nuovi emendamenti e assicurare che la Spagna si attenga totalmente agli obblighi previsti dalla legge europea e internazionale. In Europa, le persone che necessitano di protezione devono poter avere accesso a procedure adeguate e sicurezza.

 

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