IL CENTRO ASTALLI PRESENTA IL RAPPORTO ANNUALE 2026

Un anno di attività in favore di richiedenti asilo e rifugiati in Italia

mercoledì 29 aprile 2026, ore 11:00
Curia Generalizia della Compagnia di Gesù, Aula della Congregazione Generale
Borgo Santo Spirito, 4 – Roma

Intervengono alla conferenza di presentazione S. E. Mons. Gian Carlo Perego (Presidente della Commissione Episcopale per le migrazioni e della Fondazione Migrantes) e Fiorenza Sarzanini (Condirettrice del Corriere della Sera).  Presenta i dati P. Camillo Ripamonti, Presidente Centro Astalli.
Ad aprire l’incontro le testimonianze di rifugiati.
Ai presenti verrà distribuita copia del Rapporto annuale 2026

IL CONTESTO: UN MULTILATERALISMO INDEBOLITO

Il Rapporto Astalli 2026 si inserisce in un contesto internazionale segnato da crescente instabilità geopolitica, indebolimento del multilateralismo e riduzione dei finanziamenti alla cooperazione umanitaria. In Europa e in Italia, a una diminuzione degli arrivi si accompagna un progressivo irrigidimento delle politiche migratorie, che rischia di limitare l’accesso alla protezione senza affrontare le cause profonde delle migrazioni forzate.

I TEMI PRINCIPALI DEL RAPPORTO

Vulnerabilità diffuse e bisogni in crescita

Nel 2025 la domanda di accesso ai servizi di bassa soglia del Centro Astalli a Roma ha confermato un trend crescente e strutturale, che evidenzia condizioni diffuse di vulnerabilità. La presenza sempre più significativa di richiedenti asilo tra gli utenti della mensa, in aumento per il secondo anno consecutivo, dimostra come l’incertezza giuridica si traduca direttamente in vulnerabilità materiale. Sul fronte sanitario, il SaMiFo ha garantito un’assistenza capillare, con una particolare attenzione alla salute mentale, soprattutto dei minori. Anche i servizi legali e sociali hanno registrato un aumento delle richieste, spesso legate a situazioni di vulnerabilità multipla.

Un’accoglienza che trattiene: profili sempre più complessi

Sono sempre più articolati i bisogni delle persone accolte. Si registra un allungamento dei tempi di permanenza nelle strutture di accoglienza, dovuto alla crescita dei profili complessi: persone in età avanzata, con fragilità sanitarie e psichiatriche gravi, che richiedono un accompagnamento prolungato e specializzato. A fronte di queste difficoltà, i percorsi continuativi di supporto hanno dimostrato la loro efficacia nell’inserimento lavorativo.

Inclusione ad ostacoli: lavoro povero e diritti rallentati

Persistono fenomeni di lavoro povero e sotto-qualificazione, anche in presenza di livelli di istruzione elevati. Tra le altre criticità strutturali si evidenziano lungaggini amministrative e difficoltà di accesso ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione. Resta critico il diritto all’abitare, nodo strutturale che condiziona ogni prospettiva di autonomia reale.

P. Camillo Ripamonti, Presidente del Centro Astalli, sottolinea: “Dall’esperienza quotidiana del Centro Astalli, maturata in 45 anni di lavoro accanto ai rifugiati, emerge con chiarezza che la via da percorrere è investire nell’inclusione. Non come risposta emergenziale o atto di generosità, ma come scelta di responsabilità e lungimiranza, capace di valorizzare il contributo che le persone rifugiate possono offrire al Paese. Per questo è necessario rafforzare politiche pubbliche coerenti e strutturali, che garantiscano accesso ai diritti, al lavoro e alla casa. Le sfide che abbiamo davanti possono diventare fattori di divisione oppure un’opportunità per costruire una società più coesa: la direzione dipende dalle scelte che siamo chiamati a compiere oggi”.

LA RETE ASTALLI IN ITALIA

Il Centro Astalli non è solo Roma: è una rete di realtà attive a Bologna, Catania, Palermo, Grumo Nevano, Trento, Vicenza e Padova. Con 877 volontari attivi, questa rete dimostra che un altro approccio è possibile: nonostante i limiti del sistema, ogni giorno si costruiscono percorsi concreti di inclusione.

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