Messaggio di papa Francesco per la Giornata Mondiale della Pace 2022

Mentre il mondo rimane nella “morsa” della pandemia e si amplifica “l’assordante rumore di guerre e conflitti”, e mentre aumenta anche la produzione delle armi più che durante la “guerra fredda” e peggiorano gli effetti di cambiamenti climatici, fame e sete, è ancora possibile costruire una “pace duratura”. Tra l’indifferenza egoista e la protesta violenta c’è un’opzione sempre possibile: il dialogo. Il dialogo tra le generazioni”.

Sono queste alcune delle parole del messaggio di papa Francesco per la 55.a Giornata Mondiale per la Pace 2022. La Giornata si celebra il 1° gennaio di ogni anno per volere di Papa Paolo VI, a partire dal 1968. Il messaggio è donato dal Papa ai capi di Stato e di governo che gli fanno visita, e viene inviato alle cancellerie di tutto il mondo.

Nel suo messaggio, il Pontefice rinnova l’invito ad una alleanza tra le generazioni sottolineando l’importanza di un “nuovo paradigma culturale”, che è alla base del Patto Educativo Globale lanciato ormai due anni fa. Il tema del messaggio è incentrato su: “Educazione, lavoro, dialogo tra le generazioni: strumenti per edificare una pace duratura”, diventando così presumibilmente il tema centrale della diplomazia vaticana durante l’anno.

Consegnato in anteprima, il 16 dicembre, dal Papa al presidente italiano Sergio Mattarella per la sua visita di congedo prima del suo mandato, il messaggio contiene una serie di precisi appelli ai governanti, soprattutto sul tema del lavoro, e ribadisce tematiche già sviluppate da papa Francesco in precedenti discorsi: dalla cultura della cura alla necessità di tagliare gli investimenti sulle armi per promuovere quelli sull’educazione; fino all’allarme per i lavoratori dell’economia informale messi a dura prova dalla pandemia e all’appello per il rispetto dei diritti dei lavoratori. E ancora fraternità, lotta alla schiavitù, lotta all’indifferenza, non violenza, buona politica, migranti e rifugiati e dialogo, riconciliazione e conversione ecologica.

A presentare il testo di Francesco: il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, suor Alessandra Smerilli, Segretario ad interim del medesimo Dicastero insieme al Sotto-Segretario della Sezione Migranti e Rifugiati padre Fabio Baggio. Con loro anche Aboubakar Soumahoro, Presidente di Lega Braccianti e Portavoce di Invisibili in Movimento. 

L’invito è quello di “leggere i segni dei tempi con gli occhi della fede, affinché la direzione di questo cambiamento risvegli nuove e vecchie domande con le quali è giusto e necessario confrontarsi”.

È una speranza concreta quella che offre Papa Francesco a questo mondo frammentato. Una speranza che prende la forma del dialogo, declinato a sua volta in ascolto, incontro tra le generazioni, educazione dei giovani, lavoro dignitoso per tutti. Passi concreti che il Pontefice indica per dare risposta a quel “grido dei poveri e della terra” che non cessa di levarsi ancora oggi “per implorare giustizia e pace”.

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