Naufragio nel Mediterraneo, tra le vittime anche un neonato

Sei persone risultano disperse e due hanno perso la vita nel naufragio di un gommone nel Mediterraneo centrale. Tra i dispersi ci sono tre bambini. Tra le vittime, un neonato.

Ancora una volta il Mediterraneo è teatro di una tragedia che coinvolge persone in fuga e alla ricerca di protezione. Un gommone, intercettato nel tratto di mare compreso tra la Libia e la Tunisia, è stato trovato in condizioni precarie, semisgonfio e appena in grado di galleggiare.

A bordo sono state trovate le persone coinvolte nel naufragio: due hanno perso la vita e sei risultano ancora disperse. Tra loro ci sono tre bambini. Un altro bambino, un neonato, è stato recuperato senza vita. I sopravvissuti sono stati portati a Lampedusa dove stanno ricevendo le cure necessarie.

Dietro i numeri di questa ennesima tragedia ci sono persone e famiglie che hanno affrontato un viaggio estremamente pericoloso nel tentativo di raggiungere un luogo sicuro dove poter vivere e chiedere protezione.

Chi fugge da guerre, persecuzioni e gravi violazioni dei diritti fondamentali ha il diritto di chiedere protezione. Eppure, ancora oggi, per molte persone l’accesso alla sicurezza passa attraverso rotte marittime che espongono a rischi estremi e possono trasformarsi in viaggi senza ritorno.

Queste morti non possono diventare una consuetudine né essere considerate un effetto inevitabile delle migrazioni. Il Mediterraneo non può continuare a essere il luogo in cui il diritto alla vita e alla protezione si interrompe.

Di fronte a tragedie come questa, è necessario rafforzare percorsi sicuri e legali per le persone che cercano protezione e garantire il pieno rispetto del diritto d’asilo. È una responsabilità che riguarda le istituzioni e la capacità dell’Europa di mettere al centro la vita e la dignità di ogni persona.

Ogni persona salvata è una vita restituita al futuro. Ogni vita perduta ci ricorda quanto sia urgente agire.

Fonte. Avvenire

Condividi su: