Campagna “Ero straniero”: a 4 anni dal deposito alla Camera, riforma ancora ferma.

Le organizzazioni promotrici della campagna Ero straniero. L’umanità che fa bene, tra cui il Centro Astalli, hanno depositato alla Camera dei deputati la proposta di legge di iniziativa popolare di riforma in materia di immigrazione, con oltre 90.000 firme raccolte.
Oggi, a quattro anni di distanza, i rappresentanti della campagna sono tornati a Montecitorio per incontrare Giuseppe Brescia, presidente della Commissione affari costituzionali della Camera dei deputati e chiedere che la discussione sulla proposta di legge riprenda quanto prima, consentendo che l’iter si concluda entro la fine dell’attuale legislatura.

Si legge nel comunicato diffuso dalla campagna: Al presidente Brescia – e per suo tramite al presidente della Camera Fico – abbiamo consegnato una lettera in cui sottolineiamo come sia passato un anno e mezzo dall’ultima delle audizioni dedicate alla nostra proposta di legge dal titolo “Nuove norme per la promozione del regolare soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”, che hanno visto l’intervento di esperti, giuristi e rappresentanti di terzo settore, istituzioni, sindacati, categorie produttive, enti locali. La pandemia ha portato alla sospensione dell’esame di questo e di altri provvedimenti ma pensiamo sia arrivato il momento di riprendere il lavoro, anche alla luce dei risultati della regolarizzazione straordinaria del 2020, di cui stiamo monitorando l’attuazione e che ha visto, nonostante i limiti del provvedimento, un numero molto alto di domande, oltre 230.000. Abbiamo ribadito come sia necessario, ora, andare oltre le sanatorie e procedere con un intervento a lungo termine che permetta di ampliare le maglie della regolarità e favorire legalità e integrazione, come prevede la nostra proposta di legge, insieme all’introduzione di nuovi meccanismi di ingresso per lavoro o ricerca lavoro in Italia. 

Infine, al presidente Brescia abbiamo voluto ricordare come il tema degli strumenti di partecipazione popolare sia al centro del dibattito pubblico in Italia, in seguito alle centinaia di migliaia di sottoscrizioni online a sostegno dei referendum su eutanasia e cannabis, temi già oggetto di proposte di legge di iniziativa popolare ferme in Parlamento. Delle 69 proposte di legge di iniziativa popolare depositate dal 2013, infatti, nessuna è stata approvata e molte devono ancora essere assegnate alla commissione competente. Anche alla luce della riflessione sulla partecipazione popolare al processo legislativo e sul ruolo del Parlamento nel dare seguito alla volontà di cittadine e cittadini chiediamo che la Camera riprenda al più presto l’esame della nostra proposta legislativa.

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