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- Scheda 4 – Donne rifugiate
Ha detto
Sono nata nell’inferno di una guerra senza fine. Da bambina mi sembrava di stare in un film, le bombe che esplodevano al mercato e i proiettili che viaggiavano velocissimi, mi sembravano tutti degli effetti speciali messi in scena da un regista. La guerra però non l’ho vissuta attraverso uno schermo, ce l’ho scritta tutta sul mio corpo.
(dal racconto di Fardusa, rifugiata dalla Somalia)
Si parla di … donne rifugiate
Una moltitudine senza diritti
Il 51% della popolazione di rifugiati nel mondo è costituito da donne e ragazze.
Lontane dalla loro casa, dalla loro famiglia, senza la protezione del loro governo, le donne sono particolarmente vulnerabili. Devono affrontare le difficoltà di viaggi molto lunghi verso l’esilio e spesso l’indifferenza per la loro situazione.
Ogni giorno è una sfida. La violenza di genere può essere la principale ragione per cui sono costrette a lasciare il Paese di origine. L’International Rescue Committee ha evidenziato tra le conseguenze dell’estrema siccità nell’Africa orientale un aumento del livello di violenza contro donne e ragazze: in combinazione con la recessione economica causata dalla pandemia, la siccità ha infatti costretto le donne, spesso incaricate di procurare cibo e acqua alle loro famiglie, a viaggiare più lontano da casa, esponendosi così a maggiori rischi. Nel 2024 in Afghanistan, Somalia, Bangladesh, Burundi, Repubblica Centrafricana, Etiopia, Sudan, Repubblica Democratica del Congo è cresciuto il livello di violenza contro le donne. Ma anche durante i viaggi le donne sono vittime di abusi e violenze. Rischiano di subire attacchi da parte dei soldati, appartenenti alle forze di sicurezza, gruppi armati, banditi, pirati o altri sfollati.
Episodi di aggressioni si registrano anche nei campi profughi, dove le donne rifugiate rappresentano quasi sempre l’unica speranza di sopravvivenza per i loro figli, proprio nel periodo in cui sono meno in grado di sopportare questo peso da sole.
Le iniziative internazionali per le donne
Nella quarta Conferenza mondiale dell’ONU sulla condizione femminile tenutasi a Pechino nel 1995, è stato affrontato il tema dell’uguaglianza, dello sviluppo e della pace. La Conferenza si è conclusa con l’approvazione di una piattaforma d’azione e di un documento di principi: la Dichiarazione di Pechino.
Le richieste ai governi sono state le seguenti:
- riaffermare l’impegno preso due anni prima alla Conferenza di Vienna sui Diritti Umani, riguardo l’universalità e l’indivisibilità dei diritti umani delle donne;
- riconoscere la violenza inflitta dai governi alle donne e impegnarsi a sradicarla; portare i colpevoli davanti alla giustizia e prevedere un risarcimento per le vittime; affermare che lo stupro durante i conflitti armati rappresenta una violazione dei diritti umani e impegnarsi a rispettare le leggi internazionali sui diritti umani durante i conflitti armati;
- impegnarsi a sradicare forme di violenza quali le mutilazioni genitali femminili; la violenza in famiglia e nella società; fare in modo che i diritti umani delle donne attiviste siano garantiti e rispettati;
- sforzarsi di ratificare e mettere in atto i trattati internazionali che hanno un impatto sui diritti umani delle donne.
La maggior parte di questi temi non è stata purtroppo al centro del dibattito in molti Paesi e inoltre alcuni governi hanno espresso riserve sulla Piattaforma concordata, selezionando di fatto i punti su cui intendono impegnarsi e scartandone altri.
Nel 2005 le delegazioni di oltre 100 Paesi si sono riunite a New York per verificare i traguardi raggiunti a dieci anni dalla Conferenza di Pechino. Molti i passi in avanti fatti in alcuni ambiti come l’istruzione, la partecipazione politica e l’eliminazione di leggi discriminatorie. Rimane comunque grave la situazione per molte donne in tante aree del mondo dove l’uguaglianza di genere è un obiettivo lontano. Ancora troppe le violenze contro le donne, soprattutto nelle aree di conflitto.
Parole da leggere, parole da ascoltare
Canzoni, racconti, video per descrivere storie di donne in esilio.
In questa sezione potete trovare canzoni ispirate a questo tema e testimonianze dirette di donne che sono state costrette a scappare da guerre ingiuste e da atroci persecuzioni. La lettura, la visione e l’ascolto di questi contenuti vi permetteranno di conoscere meglio la realtà delle donne rifugiate.
Il coraggio di continuare a sperare
Da anni il mio Paese è stato controllato da delle bande criminali, chiamate “Las Maras”, che hanno seminato il terrore tra la popolazione attraverso rapine, sequestri, omicidi ed estorsioni. A causa della presenza di queste bande, El Salvador è diventato il primo Paese al mondo in cui avvengono più omicidi. Un giorno, mentre andavo all’università, mi hanno rapito in cambio di un riscatto. Sulla mia pelle ho subìto la violenza di questi uomini senza scrupoli. Sono stata ricoverata in ospedale per alcune settimane. Avevo 18 anni e non volevo più uscire di casa, avevo paura di tutto.
Sono arrivata in Italia nel 2019. All’interno di un centro di accoglienza ho ritrovato me stessa grazie anche all’amicizia e alla vicinanza di altre donne rifugiate che come me avevano vissuto un passato doloroso.
Col tempo sono riuscita a trovare la forza di perdonare quegli uomini che mi hanno ferito profondamente, perché tutto quel dolore mi ha reso la persona che sono oggi. Ho un lavoro, ho degli amici, ho ripreso a studiare e voglio investire sul mio futuro con la speranza che nel mio Paese, un giorno, le cose potranno cambiare grazie al coraggio di chi non si arrende mai dinanzi alla violenza.
Nataly, rifugiata salvadoregna in Italia. Testimonianza raccolta a cura del Centro Astalli
Oltre l’ombra della guerra
Sono nata in Armenia, un piccolo e antico Paese del Caucaso meridionale che ha affrontato molte sfide: nel 2020 la guerra scatenata dall’Azerbaigian contro la popolazione dell’Artsakh (il Nagorno Karabakh) ha costretto 150mila persone a lasciare le proprie case.
Per sfuggire ad una situazione divenuta troppo instabile, anni fa la mia famiglia ha deciso di trasferirsi in Ucraina, in cerca di sicurezza e stabilità. Così l’Ucraina è diventata la mia seconda casa, il Paese in cui sono cresciuta, ho studiato e mi sono formata come persona.
Il 24 febbraio 2022, quando è iniziata la guerra, mi trovavo a Kyiv. Il rumore delle bombe, il caos, la paura mi hanno spinta a lasciare la città. È stato un periodo di grande incertezza. Quello per l’Italia è stato un viaggio difficile, che mi ha provato fisicamente ed emotivamente. È successo tutto molto velocemente, la mia vita è cambiata in una manciata di ore.
Oggi dopo quattro anni cerco ancora delle risposte alle tante domande e continuo a crescere come persona. So che l’Armenia, la mia terra d’origine, l’Ucraina, il Paese dove sono cresciuta, e l’Italia, il luogo in cui ho trovato rifugio, fanno parte di me. Tre paesi, tre identità diverse. Ognuno di questi mi ha lasciato un segno che custodisco dentro di me come un tesoro prezioso.
Khanum, rifugiata ucraina in Italia. Testimonianza raccolta a cura del Centro Astalli
Maman
Natena sa ma robe bii yaye diotatouma yaye
kheuyna sa ma kanam disso mane
sa ma khol bii toye
khan koko magui dioye geumena
souma nope ree maman
balma loumala def balma da ma
khamoul wone yaye boye
souma togue guissouma sa ma yaye
boye sa ma khol bii toyy
souma togue guissouma sa ma bayboye
sa ma
khol bii tott han koko magui ndioye
geumna souma nope ree
maman.
Maman
Ho portato i vestiti che tu mi hai comprato
e non mi entrano più
perché sono cresciuta senza te maman
tu mi manchi tanto, maman.
Scusami per tutto ciò che ti ho fatto, maman
quando sono sola ti penso perché
la tua presenza mi manca, maman
adesso io piango,
speriamo che un giorno possiamo ridere
ancora insieme,
maman mia.
Queste parole sono state scritte e cantate da Mariana Mareme Mbaye, rifugiata dalla Mauritania in Italia. In fuga da un paese che non garantisce diritti e dignità alle donne, ha lasciato la sua famiglia e la sua terra per un viaggio in cerca di libertà e futuro. Le parole di Mariana sono dedicate alla madre lontana. Una poesia, un canto d’amore e nostalgia.
Brano contenuto nel CD Shahida – Tracce di libertà, Appaloosa Records, 2023.
Per saperne di più navigando in rete
In questa sezione trovate l’elenco di alcuni siti web in cui potete reperire informazioni e notizie che vi aiutino ad approfondire la conoscenza della realtà di molte donne costrette a fuggire dal loro Paese a causa di guerre e persecuzioni. Si tratta di una delle categorie più vulnerabili tra i rifugiati.
UNHCR: digitando “women” si arriva a un’ ampia sezione sulla tematica delle donne rifugiate
CICR: dal sito della Croce Rossa Internazionale
AMNESTY: digitare “donne”
WOMEN’S REFUGEE COMMISSION: sito di un’importante associazione internazionale per la protezione delle donne e dei bambini rifugiati
UN WOMEN: agenzia ONU sull’uguaglianza di genere e l’emancipazione delle donne
END FGM: End FGM EU è una rete europea di 30 organizzazioni che lavorano per garantire la fine delle mutilazioni genitali femminili
Se vuoi approfondire con libri e film
Le vicende legate alle migrazioni e all’esilio delle donne vittime di persecuzioni hanno spesso ispirato scrittori e registi italiani e stranieri.
Numerosi i film e i libri che vi permetteranno di approfondire la realtà delle donne rifugiate.
SABA ANGLANA, LA SIGNORA MERAVIGLIA, SELLERIO EDITORE PALERMO, 2024
REGIA DI MOHAMMAD RASOULOF, IL SEME DEL FICO SACRO, IRAN, 2024
Il materiale didattico del Centro Astalli per l'assistenza agli immigrati ODV è disponibile esclusivamente per finalità educative, di ricerca o studio privato. I contenuti provenienti dal sito internet www.centroastalli.it devono essere accompagnati dalla citazione della fonte, tramite l’indirizzo web (URL) del testo.(2025)



