Scheda 5 – Bambini rifugiati

Ha detto

Avevo 13 anni e scappavo dalla guerra, scappavo per non diventare anche io un bambino soldato. Mi sono messo in viaggio di notte, avevo delle scarpe da ginnastica nuove che mi aveva comprato mia madre prima di partire. Ma nessuno dei due sapeva che mi aspettavano la neve e il freddo delle montagne al confine tra Iran e Turchia; non hanno resistito e così sono arrivato scalzo, con i piedi distrutti.

(dal racconto di Jenkis, rifugiato afgano in Italia)

Si parla di … rifugiati bambini

Numeri da incubo

Le ragazze e i ragazzi sotto i 18 anni rappresentano il 42% delle persone costrette alla fuga. Nuove stime dell’UNHCR mostrano inoltre che quasi 1milione di bambini sono nati rifugiati tra il 2018 e il 2020. Molti di loro potrebbero rimanere rifugiati ancora per molti anni. Un dato che mostra tragicamente quanto grande sia l’impatto che le migrazioni forzate nel mondo hanno su queste giovani vite. Nel 2020 infatti sono state 14.200 le domande di asilo presentate in Europa da minori soli (il 3% del totale). Si tratta principalmente di ragazzini maschi (90%) provenienti dall’Afghanistan (40%).

Secondo gli ultimi dati sarebbero almeno 250.000 i bambini soldato nel mondo. Sono 18 infatti i Paesi nei quali, dal 2016 ad oggi, è stato documentato il loro impiego in conflitti armati: si tratta di Afghanistan, Camerun, Colombia, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, India, Iraq, Mali, Myanmar, Nigeria, Libia, Filippine, Pakistan, Somalia, Sudan, Sud Sudan, Siria e Yemen. Nonostante gli sforzi per contrastare questo fenomeno, il numero di casi registrati è costantemente aumenta- to dal 2012 al 2020. Il 40% dei minori arruolati sono bambine, spesso vittime di violenza di genere.

Nemici da eliminare

Nel contesto di guerre e persecuzioni i più giovani non sono più solo vittime acci- dentali, ma sempre di più obiettivi specifici da colpire, come parte di una strategia cal- colata di eliminazione del “nemico di domani”. Il trasferimento in altre località a causa di un conflitto armato rappresenta una violazione di quasi tutti i diritti dell’infanzia: il diritto alla vita, alla salute, alla sopravvivenza e allo sviluppo, il diritto a crescere in un ambiente familiare ed essere nutrito e protetto, il diritto a un’identità e una nazionalità reale, il diritto all’istruzione e ad avere prospettive per il futuro. Molti dei conflitti in corso durano per l’intero arco dell’infanzia, così che dalla nascita alla vita adulta lo sradicamento e il conflitto armato sono l’unica realtà nota per milioni di bambini e di adolescenti.

Sono più vulnerabili

Prima e durante la fuga, bambini e bambine sono le vittime principali di molti pericoli fisici, quali le mine anti-persona, i bombardamenti e i cecchini. Fisicamente sono meno in grado degli adulti di sopravvivere alla malattia, alla malnutrizione e alla privazione dei beni primari, i bambini sono i primi a morire quando le risorse sono scarse. Nel caos del conflitto, della fuga e dello sradicamento, i bambini corrono fortissimi rischi di essere separati dalle loro famiglie: un trauma potenzialmente più devastante dello stesso sradicamento.  

Senza genitori

I minori separati (o non accompagnati) sono i più vulnerabili di tutti i giovani rifugiati. Le bambine in particolare sono a rischio di subire violenza sessuale, sfruttamento e abusi, mentre i ragazzi corrono il rischio di reclutamento precoce, in quanto sono più disponibili ed è più facile nei loro confronti usare la costrizione, le intimidazioni o la persuasione  ed unirsi a forze o a gruppi armati. In questo modo essi divengono tanto vittime che autori di violenza, e presentano difficoltà gravi al momento del reinserimento nelle famiglie o nelle comunità.

Diritti negati

In alcuni Paesi ai figli dei rifugiati può essere negata l’iscrizione all’anagrafe e la nazionalità, essi divengono così degli apolidi. I minori possono anche incontrare difficoltà in più nell’ottenere lo status giuridico di rifugiato.

Quale protezione per i bambini rifugiati?

Documento  fondamentale per la tutela dei minori rifugiati è la Convenzione sui diritti dell’infanzia del 1989. La Convenzione vanta il più alto numero di Paesi firmatari tra tutti i trattati in materia di diritti umani, essendo stata ratificata da tutte le nazioni del mondo ad eccezione di Stati Uniti e Somalia.

La Convenzione è particolarmente rilevante per il lavoro dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e affronta temi quali la protezione speciale dei minori separati dalle famiglie, la facilitazione dei ricongiungimenti familiari, la protezione durante i conflitti armati e contro il reclutamento precoce, la proibizione della tortura, i limiti alla privazione della libertà, l’assistenza al reinserimento. Essa contiene inoltre una norma ad hoc sulle esigenze specifiche di protezione dei minori rifugiati.

 

Parole da leggere, parole da ascoltare

Racconti, video e testimonianze di storie di esilio in cui sono coinvolti bambini, vittime di guerre e persecuzioni.
La lettura, la visione e l’ascolto di questi contenuti vi permetteranno di conoscere meglio la realtà dei bambini rifugiati. 

Hannah Imordi

Hannah Imordi è una giovane poetessa nigeriana che attraverso le sue poesie cerca di cambiare la percezione sui richiedenti asilo. Con la poesia “Questa mia casa diversa”, a 18 anni ha vinto la prima edizione del concorso Refugees’ Got Talent, organizzato dalla Rete del Rifugiato con il patrocinio dell’UNHCR tenutosi a Catania in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2019.

Con “Il mondo di suo padre” nel 2020 ha vinto la Menzione speciale Save the Children e la menzione speciale SottoSopra, il Movimento Giovani per Save the Children, della settima edizione di TuttoMondo Contest, il concorso artistico di Save the Children per ragazzi fino ai 21 anni.


Il mondo di suo padre

Il suo mondo è il mondo di suo padre,
il suo mondo è il mondo della sua famiglia
la loro cultura, le credenze, le tradizioni
il loro destino, la religione, questo è il suo mondo.
Il suo nome è Fatima, ha 11 anni.
Lei già sa come andrà la sua vita.
“Sii dolce con lui, è la tua unica speranza” disse il padre.
Lei guardò dritto nei suoi occhi e annuì.
Sposa a 11 anni, questo è il suo destino.
Prendersi cura della sua famiglia, questo è il suo lavoro.
Aspettare che gli uomini finiscano il pasto prima di mangiare,
questa è la tradizione.
Educazione e libertà sono parole indicibili, questa è la sua vita.
Lei ha 12 anni, è madre di una bambina. Di tanti bambini sarà madre. Madre, cuoca, insegnante, dottoressa.
Lei è coraggiosa e impaurita fino alle ossa, è forte e debole
allo stesso tempo, teme di fare gli stessi errori di sua madre,
ha paura di guardare attraverso il mondo, perché è solo una ragazza!
E alle ragazze non è permesso guidare. Non è permesso rispondere.
Lei può solo procreare, prendere il nome del marito e vivere in silenzio.
Lei è Fatima e ha 25 anni. A sua figlia di 13 anni dice:
“Oh cara, devi correre, trovare la tua strada e realizzare i tuoi sogni”.
Per sua figlia che sta per lanciarsi nel mondo, ha paura.
Non può far altro che mettersi in ginocchio.
Sono la figlia di Fatima, sono partita e non me ne pento.
Ho attraversato il deserto in cerca di pascoli più verdi dove le anime sopravvivono a stento:
stavo per rinunciare, ma non potevo più tornare indietro ed essere derisa. Anche se ci sono voluti anni per arrivare qui, anche se sono stata violentata 100 volte, è il prezzo che ho pagato per essere libera.
Anche se mi chiamano pazza femminista,
Vivrò la mia vita.
Anche se non potrò più cercare gli occhi di mio padre, per essere stata disobbediente.
Non avrò vergogna. So che mia figlia terrà alto lo sguardo.
Non giudicatemi per il mio genere.
Guardate nei miei occhi, vedrete il mondo di una ragazza.


I bambini giocano

I bambini giocano alla guerra.
E’ raro che giochino alla pace
perché gli adulti da sempre
fanno la guerra,
tu fai “pum” e ridi;
il soldato spara
e un altro uomo
non ride più.
E’ la guerra.
C’è un altro gioco da inventare:

far sorridere il mondo,
non farlo piangere.

Pace vuol dire
che non a tutti piace lo stesso gioco,
che i tuoi giocattoli
piacciono anche agli altri bimbi
che spesso non ne hanno,
perché ne hai troppi tu;

che i disegni degli altri bambini
non sono dei pasticci;
che la tua mamma
non è solo tutta tua;
che tutti i bambini
sono tuoi amici.
E pace è ancora
non avere fame
non avere freddo
non avere paura.

(Bertol Brecht, tratto da “Tutte le Poesie”, Einaudi, 2000)

Per saperne di più navigando in rete

In questa sezione trovate l’elenco di alcuni siti web in cui potete reperire informazioni e notizie che vi aiutino ad approfondire la conoscenza della realtà di molti bambini costretti a fuggire dal loro Paese a causa di guerre e persecuzioni. 

UNICEF: agenzia ONU che si occupa della tutela dell’infanzia
SAVE THE CHILDREN: sito di un importante movimento internazionale indipendente per la tutela e la promozione dei diritti dei bambini
VOLINT: sito del VIS, Ong che si impegna per la promozione e l’educazione dei minori nei Paesi in via di sviluppo
CHILDREN IN CRISIS: associazione che si batte per la difesa dei diritti dell’infanzia nel mondo
UNHCR: digita “children”
CRIN: rete di informazione sui diritti dei bambini

Se vuoi approfondire con libri e film

In questa sezione trovate alcuni suggerimenti cinematografici e bibliografici che vi permetteranno di approfondire la realtà dei bambini rifugiati. Insieme alle donne sono tra le categorie più vulnerabili, soprattutto quando sono costretti ad affrontare la delicata esperienza dell’esilio da soli, senza la guida di nessun adulto. 

AMETS ARZALLUS ANTIA, IBRAHIMA BALDE, FRATELLINO, FELTRINELLI, 2021

MICHAEL ROSEN, IN CAMMINO. POESIE MIGRANTI, MONDADORI, 2021

PIERRE-FRANÇOIS MARTIN-LAVAL, QUALCOSA DI MERAVIGLIOSO, FRANCIA, 2019

Scarica la scheda 5 del sussidio Nei panni dei rifugiati

 Si consiglia il percorso didattico “Hanno rubato i sogni ai bambini

4 Settembre 2014