Scheda 1 – Guerre e persecuzioni

Ha detto

La guerra in Congo mi ha tolto tutto.
Ha ucciso i miei genitori, mi ha separato dai miei fratelli.
Ha distrutto case e scuole, sogni e progetti.
Sono stata torturata e picchiata.
In quei giorni volevo solo morire.
La guerra è la rovina del mondo.

(dal racconto di Celine, rifugiata congolese)

 Mai pensare che la guerra, anche se giustificata, non sia un crimine

(Ernest Hemingway)

Si parla di … la guerra non fa differenza di età

Sono numerosi, ad oggi, i conflitti ancora in atto nel mondo, la maggior parte dei quali coinvolgono paesi in via di sviluppo. Territori spesso dilaniati da decenni di dominazione coloniale e oppressi da dittature, corruzione e sfruttamento economico.

Motivi razziali e ideologici, uniti a fattori come la povertà, la corruzione politica e l’iniquità nella distribuzione delle risorse, possono facilmente sfociare in conflitti o situazioni di crisi umanitaria, generando instabilità e peggiorando le condizioni di vita delle popolazioni locali.

Alcuni esempi:

La guerra in Siria che giunta ormai al suo decimo anno, ha provocato la morte di almeno 500.000 persone e ne ha costretto alla fuga circa 13,2 milioni; i violenti conflitti che coinvolgono la popolazione civile in Sud Sudan , Yemen , Burundi, Ucraina, Repubblica Centrafricana; la guerra in Libia, territorio in cui sono presenti più di 640mila stranieri, intrappolati nell’inferno dei centri di detenzione; la guerra in Somalia, che lascia il Paese di fatto privo di un governo da molti anni; le continue tensioni in Colombia che da più di mezzo secolo non conosce una pace duratura; i sanguinosi attentati che seminano terrore in Pakistan; la guerra civile in Nigeria che tra il 2016 e il 2018 ha provocato la morte di circa 4 mila persone.

Le guerre vengono a volte semplicisticamente attribuite a conflitti tra etnie o tra seguaci di religioni diverse, tralasciando invece che le vere cause sono molto più complesse.A un’analisi più attenta, si scopre che alla radice di molti conflitti c’è spesso la sete di ricchezze e risorse naturali o la volontà di assumere il controllo di zone strategicamente significative per l’economia internazionale.

Secondo l‘UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati), il numero di coloro che negli ultimi anni sono stati costretti a lasciare le proprie case è elevatissimo. Si tratta del dato più alto mai registrato dalla fine della Seconda Guerra Mondiale: 80 milioni di persone tra rifugiati e sfollati interni. Provengono da paesi dove sono in corso guerre o conflitti, ma spesso anche da società in cui rappresentano una minoranza etnica, appartengono a una religione differente da quella di alcuni estremisti o sono iscritti a partiti politici di opposizione in Stati in cui finte democrazie nascondono regimi dittatoriali. Tra le prime vittime di guerre e persecuzioni si contano donne e bambini, che in molti Paesi sono anche costretti a combattere in prima persona. Nel 2019 sono stati almeno 24mila le violazioni che hanno coinvolto i minori nei teatri di guerra sparsi per il globo

Guerre “interessate”, guerre dimenticate

Ad oggi, sono in atto nel mondo 34 conflitti che coinvolgono a vario titolo circa 60 nazioni. Ci sono zone nel mondo come l’Afghanistan e l’Iraq coinvolte ancora oggi, dopo molti anni, in situazioni di conflitto, la Repubblica Democratica del Congo  interessata da una guerra ventennale, che ha causato la morte di milioni di civili, il Medio oriente frequente teatro di scontri, come per esempio quello tra palestinesi e israeliani, lo Yemen che le Nazioni Unite considerano la più grave crisi attualmente in corso nel mondo, il Myanmar che ha visto l’acuirsi di un violento conflitto etnico ai danni della perseguitata minoranza Rohingya, o ancora il Venezuela dove la crisi sociale rischia di esplodere in una vera e propria guerra interna da un giorno all’altro.

Ovunque, ai motivi razziali e ideologici si uniscono motivazioni economiche, come il desiderio di impadronirsi di nuovi territori per lo sfruttamento di materie prime e gli interessi delle multinazionali che producono e commerciano armi.
Le tante realtà di guerra o di conflitto che esistono nelle varie regioni del mondo sono spesso guerre dimenticate, perché i media ne parlano poco o non ne parlano affatto. E così il mondo dimentica che interi popoli lottano ogni giorno per la sopravvivenza, mancando loro beni essenziali quali cibo e medicine.

Secondo un recente studio condotto dal Norwegian Refugee Council, pubblicato a giugno 2019, la maggior parte di queste crisi è “dimenticata”, poiché tali situazioni di emergenza non ricevono la giusta attenzione sia da parte dei media occidentali che da parte della Comunità Internazionale. E così il mondo dimentica che interi popoli lottano ogni giorno per la sopravvivenza, mancando loro beni essenziali quali cibo e medicine.

Parole da leggere, parole da ascoltare

Canzoni, poesie, racconti, video per dare voce a storie di rifugiati. Parole celebri, parole inedite. Guerre del passato e conflitti contemporanei. Bisogna sapere per non ripetere. Per questo vi proponiamo un viaggio nelle vicende e nelle emozioni di persone costrette a scappare da guerre ingiuste e da atroci persecuzioni. La lettura, la visione e l’ascolto di opere celebri o inedite, di classici o contemporanei vi permetterà di conoscere meglio la realtà delle guerre nel mondo e nella storia.

Se questo è un uomo – Primo Levi

Quando il nemico è tuo fratello

Tutto è cominciato quando dei militari hanno dato fuoco al mio villaggio nel Darfur. Le mie due sorelle più piccole di 4 e 6 anni sono morte tra le fiamme. Io sono stato costretto ad arruolarmi con i ribelli, mio fratello con l’esercito governativo. Due mesi dopo l’incendio mi trovavo in mezzo ad un conflitto con un fucile in mano. Stavamo combattendo contro quelli che mi avevano ordinato di considerare nemici. Mai avrei pensato che quel giorno il nemico sarebbe stato mio fratello maggiore. Siamo rimasti paralizzati a fissarci negli occhi. Uno di fronte all’altro. Non ci siamo detti nulla. Ho lanciato per terra il fucile e ho cominciato a correre, a scappare. La mia fuga è finita in Italia. Noi rifugiati siamo i fortunati testimoni dei tanti che muoiono in guerra, che vengono uccisi da terribili dittature. La cosa più difficile per chi come me è rifugiato è far conoscere il dramma che vivono i nostri popoli. Non possiamo permetterci di cedere al dolore, di chiuderci in noi stessi, di considerarci vittime di un’ingiustizia. Se facciamo così offendiamo la memoria di chi non c’è l’ha fatta.

(Adam, rifugiato sudanese. Testimonianza raccolta a cura del Centro Astalli

Inshallah – Sting

Roberto Bolle e Ahmad Joudeh si esibiscono sulle note di Inshallah nel programma Rai “Danza con me” con Roberto Bolle 

Ho scritto questo brano pensando a cosa avrei fatto nei panni di un profugo siriano per poter salvare me stesso e la mia famiglia dall’orrore dell’infinita guerra civile. Ho immaginato il viaggio su quei barconi, in fuga da un paese martoriato: io avrei fatto la stessa cosa, è davvero un esercizio di empatia e spero di compassione”. Sting in occasione della sua esibizione in Italia il 1 gennaio 2018 racconta perché ha deciso di scrivere Ishallah sulle cui note, in questa occasione, il celebre danzatore Roberto Bolle si è esibito con Ahmad Joudeh, rifugiato siriano e oggi artista internazionale, la cui storia ha fatto il giro del mondo.
Ahmad, nato nel 1990 a Damasco, cresciuto in un campo profughi, si è appassionato alla danza fin da piccolo. Ha frequentato le lezioni in segreto a causa della forte opposizione del padre. A rendere tutto ancora più difficile, la guerra: le bombe hanno distrutto la sua casa, il suo quartiere, e ucciso cinque membri della sua famiglia. Nonostante la sua vita fosse in pericolo, Ahmad ha continuato a danzare, ha ballato sulle macerie della Siria, nei luoghi simbolo della guerra, postando i video su youtube, diventati in poco tempo virali. La sua storia ha fatto il giro del mondo. Ora vive ad Amsterdam con lo status di rifugiato.

Per saperne di più, navigando in rete

Spesso trovare notizie aggiornate sulle guerre nel mondo non è semplice e comunque non basta affidarsi ai TG  e a quotidiani nazionali. Ecco alcuni siti sempre aggiornati con notizie su conflitti in corso. 

ARCHIVIO DISARMO: sito dell’istituto di ricerca su controllo degli armamenti, pace e sicurezza internazionale.
LIMES: sito di Limes rivista italiana di geopolitica
CONFLITTI DIMENTICATI: sito a cura di Caritas Italiana e Pax Christi sui conflitti nel mondo
NIGRIZIA: sito della rivista Nigrizia, con ampio materiale sulla situazione in Africa
GUERRE NEL MONDO: notizie giornaliere sulle guerre nel mondo
PEACELINK: rete di informazione sui temi della pace                                                                                          
ATLANTE GUERRE
: per informarsi sulle guerre in corso, sulle motivazioni che le scatenano e le alimentano
ESODIuna mappa web interattiva di MEDU – Medici per i diritti umani che descrive le rotte migratorie dai paesi sub-sahariani verso l’Europa raccontate dai migranti

THE ARMED CONFLICT LOCATION & EVENT DATA PROJECT: sito dell’ACLED che raccoglie dati in tempo reale su tutti i tipi di violenze politiche ed eventi di protesta segnalati nel mondo.

Se vuoi approfondire con libri e film

Sono ancora molte le aree del mondo interessate da guerre e conflitti. Spesso, scrittori e registi, italiani e stranieri, hanno ambientato le loro opere in alcuni di questi contesti. Leggere un libro  o guardare un film può essere un modo utile per conoscere la situazione di alcune zone di crisi da cui provengono molti rifugiati. 

STYX- Wolfgang Fischer- Germania, 2018

STYX- Wolfgang Fischer- Germania, 2018

Preghiera del mare- Khaled Hosseini – SEM, 2018

Exit West – Mohsin Hamid – Einaudi, 2017

L’Atlante delle guerre e dei conflitti nel mondo – Associazione 46° Parallelo – Terra Nuova 2018

L’insulto – Ziad Doueiri – Libano, 2017

  Scarica la scheda 1 del sussidio Nei panni dei rifugiati.

Si consiglia il focus di apprendimentoGuerre dimenticate” e il percorso didattico “In fuga dalla violenza e dall’odio

4 Settembre 2014