CASA DI GIORGIA

Centro di accoglienza

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La Casa di Giorgia, attiva dal 1999, accoglie donne, sole o con bambini, titolari di protezione internazionale in convenzione con il progetto SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) di Roma Capitale.

Per ogni beneficiaria, dopo un primo momento di conoscenza e valutazione, si cerca di costruire un progetto di accoglienza e integrazione che tenga conto del percorso migratorio pregresso, delle condizioni psico-fisiche e del contesto socio-culturale di provenienza. Il primo passo che viene proposto alle ospiti per agevolare l’integrazione è l’apprendimento della lingua italiana, grazie anche al servizio di tutoraggio individuale offerto dai volontari.

Nonostante l’emergenza sanitaria, nel 2020 si sono raggiunti comunque alcuni significativi traguardi, soprattutto nel campo della formazione: sono stati svolti 2 corsi (uno per operatore socio-sanitario e l’altro di oni-cotecnica) e ben 8 tirocini, 3 in collaborazione con il progetto Fari 2 e uno con i servizi sociali del Municipio VIII per supportare l’inclusione sociale di un’ospite vittima di tratta. Sempre con il Municipio è stata condivisa la presa in carico di 6 ospiti, tre delle quali mamme sole, che sono state supportate attraverso un progetto di sostegno alla genitorialità realizzato con l’associazione Il Melograno.

Inoltre la scuola di italiano e i corsi per la terza media sono continuati attraverso la didattica a distanza: nonostante le difficoltà, due ospiti hanno conseguito la licenza media.

Durante il lockdown sono stati organizzati dei laboratori di cucina etnica e italiana e un laboratorio di sartoria promosso dalla campagna del Centro Astalli “Tracce solidali”, basata sulla realizzazione di mascherine protettive con l’utilizzo di tradizionali stoffe africane.

Dati statistici

Rispetto all’anno precedente, si è registrata una diminuzione del numero delle ospiti, con relativo calo del turnover, a causa del prolungamento del periodo di accoglienza delle beneficiarie. Il 20% ha infatti usufruito di una proroga a causa del Covid.

Le donne rifugiate nel mondo

Vi sono più di 70 milioni di persone sradicate nel mondo, tra rifugiati che hanno cercato sicurezza in un paese che non è il loro e persone che sono sfollate all’interno del proprio paese. Circa il 50 per cento di queste persone è costituito da donne e bambini.