Centro di accoglienza “Matteo Ricci”

Foto: Lucrezia Lo Bianco

Il centro Matteo Ricci, inaugurato a febbraio 2019 alla presenza del Presidente della Repubblica, accoglie donne, sole o con bambini, titolari di protezione internazionale in convenzione con il progetto SAI.
Il centro, adiacente alla mensa del Centro Astalli, nasce nei locali messi a disposizione dalla Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù, è stato avviato grazie anche al contributo della Sezione Migranti e Rifugiati e dell’Elemosineria Apostolica della Santa Sede

Per gestire al meglio la situazione causata dalla pandemia, gli operatori del centro hanno organizzato incontri con medici, personale sanitario e mediatori culturali per far comprendere cosa stesse accadendo e avere informazioni corrette e chiare. Durante il lockdown sono state realizzate attività di animazione e al contempo si è cercato di non
interrompere la didattica: i corsi di italiano dello Spazio Inclusione sono proseguiti online, così come altri corsi di formazione. In tal modo molte beneficiarie hanno potuto continuare il loro percorso verso l’autonomia, mentre purtroppo altri progetti individuali hanno subito una battuta di arresto: sono stati interrotti, infatti, i tirocini attivati in ambito alberghiero e nella ristorazione.

Anche per i minori presenti nella struttura è stato un periodo di grande difficoltà, affrontato in alcuni casi con il supporto di terapeuti. Ad eccezione di una bambina iscritta alla scuola dell’infanzia, per gli altri la didattica è proseguita a distanza, grazie ai supporti tecnologici predisposti dal centro e all’aiuto quotidiano degli operatori e dei volontari.

Al termine del periodo di isolamento sono riprese molte attività e le donne del centro hanno saputo adeguarsi presto alle nuove esigenze del mercato del lavoro. Per altre è stato necessario ripensare l’intero progetto di integrazione ma oggi molte di loro sono pronte a compiere l’ultimo passo verso la piena autonomia.

Dati statistici

Nel corso dell’anno la composizione del centro non è mutata particolarmente, sia perché quasi tutte le ospiti erano entrate alla fine del 2019 (il centro è attivo da settembre scorso), sia perché i tempi di accoglienza sono stati prolungati a causa del Covid.