Dati statistici

La pandemia non ha cancellato le drammatiche storie dei migranti seguiti al SaMiFo e il loro faticoso percorso verso il riconoscimento di diritti e dignità. È rimasto costante il numero delle visite medico-legali per certificare esiti di violenze o torture subite nei Paesi di origine o di transito.
Alle testimonianze dei soprusi subiti nei centri di detenzione libici si sono aggiunte quest’anno quelle sulle violenze inferte da parte di forze di polizia sulle rotte balcaniche.
Oltre un terzo degli utenti che nel corso dell’anno sono stati presi incarico dal SaMiFo sono migranti forzati in stato di particolare vulnerabilità per traumi passati e/o in condizione di fragilità attuale in quanto vittime di maltrattamenti e violenze, di mutilazioni genitali femminili, persone affette da problematiche psicologiche o psichiatriche.
L’isolamento imposto dalla pandemia ha colpito duramente le persone più vulnerabili, per cui è stato essenziale mantenere un canale di comunicazione con il SaMiFo per evitare o contenere i danni di possibili ricadute.