Dati statistici

Si sono rivolti al servizio soprattutto uomini dell’Africa occidentale (oltre il 50% del totale dei beneficiari), titolari di protezione internazionale. Si tratta di migranti in cerca di prima occupazione o da tempo in Italia che hanno perso il lavoro perché impiegati nell’ambito turistico-alberghiero e della ristorazione, due dei settori più colpiti dalla crisi economica causata dall’emergenza sanitaria.
Per ampliare le possibilità di inserimento lavorativo dei migranti che si rivolgono allo sportello si è deciso di puntare sulla formazione e sul rafforzamento delle competenze linguistiche. Si è potenziata l’attività di orientamento in settori diversi dai servizi ricettivi, come agricoltura sociale e artigianato, per diversificare le opportunità di impiego e di qualificazione professionale.
A fronte di una riduzione e rimodulazione delle attività proposte, la pandemia non ha influito sul numero delle persone incontrate e accompagnate che è rimasto praticamente invariato rispetto al 2019.