Amori bicolori

La trama
Identità, matrimonio, nascita, estraneità. I titoli dei quattro racconti che compongono il volume sono altrettanti punti di una sorta di manifesto del cambiamento necessario, nodi su cui vecchi e nuovi italiani sono chiamati a riflettere. Quattro scrittori di origine straniera, nati o cresciuti in Italia, affrontano il tema delle coppie miste attraverso la narrazione vivace e ironica di storie di vita quotidiana possibile.
Dalle pagine dei racconti emerge un’Italia in trasformazione, in cui pregiudizi e luoghi comuni si intrecciano con stimoli nuovi e passioni che accomunano. I giovani protagonisti delle storie narrate sono i rappresentanti di tutti quelli che, nel bene e nel male, stanno cambiando il nostro Paese, trovandosi e litigando, formando nuove famiglie e sperimentando stili di vita sempre più “multicolori”.

Laterza 2008, 151 pp.

Un brano
“Ciò che più temevo era che lui fosse alla ricerca dell’esotico. Pensavo che avrebbe voluto da me la dimostrazione di tutti quei luoghi comuni che girano nelle teste della gente di questo paese, come mi era capitato in precedenti relazioni. Che gli cucinassi piatti tipici del mio paese (quale?), per esempio, oppure che lo portassi in giro alla scoperta di quel mondo etnico, nascosto nelle pieghe della città che affolla le serate e l’immaginario di alcuni. O ancora che volesse da me la testimonianza in prima persona di quella che era la tragedia della contemporaneità: l’immigrazione clandestina, con i suoi barconi e le sue barchette […] Niente di tutto ciò, e comunque non avrei potuto. I miei sono venuti con regolari biglietti aerei e altrettanto regolari visti. La clandestinità non fa parte della mia esperienza e quei quattro amici stranieri che ho, li ho incontrati strada facendo e non sono nemmeno delle mie zone. Sono appassionata di sushi e di flamenco, mi piacciono i gialli nordici e amo le commedie, i locali che frequento sono più ispirati alle sonorità gaeliche che a quelle del deserto. Non eravamo poi così diversi io e lui, ma lo eravamo agli occhi degli altri, lo eravamo rispetto agli altri” (p. 77).
Gli autori
Muin Masri è nato a Nablus ed è in Italia dal 1985. Oggi vive a Ivrea, dove lavora, e studia a Torino. Si occupa di informatica, ma ama anche raccontare “storie del proprio paese”. Nel 2002 ha realizzato Viaggio di sola andata, cinque episodi trasmessi da Radiotre nella serie “Centolire”.

Ingy Mubiayi è nata al Cairo nel 1972 da madre egiziana e padre zairese. Arrivata in Italia nel 1977, ha vissuto con la famiglia a Roma. Si è laureata in Storia della civiltà arabo-islamiche all’Università La Sapienza. Si è occupata di traduzioni e insegnamento. Dal 2000 ha aperto una piccola libreria a Roma nel quartiere di Primavalle che ha chiamato affettuosamente Modus Legendi, dove oltre alla lettura si dedica alla scrittura. Nel 2004 è stata premiata nell’ambito del concorso letterario Eks&Tra. Collabora con il settimanale Internazionale.

Zhu Qifeng è nato in Cina nel 1982. È arrivato in italia all’età di otto anni, insieme alla sua famiglia. Vive a Padova, dove si sta specializzando in ingegneria informatica.

Igiaba Scego è nata a Roma nel 1974 da genitori somali. Dopo la laurea in Letterature Straniere presso la Sapienza di Roma, ha svolto un dottorato di ricerca in Pedagogia all’Università Roma Tre e attualmente si occupa di scrittura, giornalismo e ricerca avente come centro il dialogo tra le culture e la dimensione della transculturalità e della migrazione. Collabora con molte riviste che si occupano di migrazione e di culture e letterature africane tra cui Latinoamercica, Carta, il Ghibli e Migra. Nel 2003 ha vinto il premio Eks&Tra di scrittori migranti e ha pubblicato il suo romanzo di esordio, La nomade che amava Alfred Hitchcock (Sinnos). Collabora con Repubblica e Il manifesto e cura la rubrica d’attualità “I colori di Eva”, per la rivista “Nigrizia”.

Per riflettere, per discutere
Non sono le culture – entità astratte e difficilmente definibili – a scontrarsi o incontrarsi, ma gli individui. E individui, innamorati e ottimisti, sono i membri delle nuove coppie miste sempre più numerose in Italia. Eppure bisogna essere consapevoli che ciascuno porta con sé, consapevolmente o meno, idee forti ereditate dalla famiglia di origine, con cui può rivelarsi difficile fare i conti. I protagonisti dei quattro racconti vivono questa sfida in modo diverso: nel racconto “Identità” il rapporto tra Fatou e Valerio esce rafforzato dalla “prova del fuoco” della visita della sorella maggiore di lei; la storia di Roberta e Rashid, nel racconto “Estraneità, mostra invece come un rapporto costruito con superficialità sia destinato ad avere vita breve.

“Mio figlio dovrà essere un bellissimo bambino con i tratti occidentali e orientali, un sangue misto, come verrebbe chiamato dai miei. Sì, un meraviglioso bambino dal sangue misto che guarderò estasiato, contemplando il suo mistero che racchiude l’Occidente e l’Oriente e non capirò, nella mia estasi, se sia occidentale o cinese. E gli altri, compreso mio fratello che mi deride tanto, me lo invidieranno” (p. 37). La nascita dei figli segna sempre un punto di svolta nella coppia. Caricare il nuovo nato di aspettative è una tendenza comune, che forse si accentua nel caso delle coppie miste. Il tema della nascita dei figli è presente e in qualche modo centrale in tre dei quattro racconti, con sfumature diverse.

Per approfondire
Il tema delle coppie miste è molto caro al cinema, a partire dal classico Indovina chi viene a cena (USA 1967). Negli ultimi dieci anni, in particolare, molti film hanno affrontato, attraverso le vicende di una coppia, il tema dell’integrazione degli immigrati. La visione di alcuni di essi può stimolare la discussione sulla diversità di approccio al tema da parte dei vari registi in queste opere che, nonostante il tono leggero o addirittura comico, toccano spesso aspetti problematici. Alcune proposte possono essere Jalla! Jalla! di Josef Fares (Arabia/Svezia, 2000), Un bacio appassionato di Ken Loach (Regno Unito, Belgio, Germania, Italia, Spagna, 2004), Il mio nuovo strano fidanzato di Teresa De Pelegrì e Dominic Harari (Spagna, Regno Unito, Argentina, Portogallo 2004).

I matrimoni misti sono diventati in alcuni momenti storici un problema “politico”. È stato questo il caso anche in Italia, durante le leggi razziali: a questo tema è dedicato un saggio di Giuliana Cardosi, Marisa Cardosi e Gabriella Cardosi, Sul confine. La questione dei «matrimoni misti» durante la persecuzione antiebraica in Italia e in Europa, Zamorani 2007.

Ricerca/tesina: La cosiddetta “letteratura migrante” in Italia, cioè il fenomeno di autori stranieri (o di origine straniera) che scelgono di scrivere in lingua italiana. La ricerca può essere estesa a altri paesi europei (Olanda, Germania, Gran Bretagna, Francia).

Nei panni dei rifugiati: scheda 8.

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