Dal libro dell’esodo

di Cécile Kyenge, Paolo Rumiz
Piemme, 2016

Centinaia di persone in fuga dalla Siria, dall’Iraq, dall’Afghanistan arrivano al confine greco-macedone di Gevgelija e premono per entrare nei Paesi della zona Schengen. Con filo spinato e granate la polizia cerca di frenarli. Un fotografo, Luigi Ottani, e una documentarista, Roberta Biagiarelli, raccontano come testimoni oculari questo esodo biblico. La polizia usa il pugno duro ma i confini vengono sfondati e la maggior parte dei profughi – uomini, donne, bambini – si dirige camminando sui binari verso le più vicine stazioni ferroviarie per andare in Serbia e, da lì, raggiungere l’Ungheria e poi gli altri paesi europei. Sono notti difficile, al freddo, nei campi, sotto la pioggia, con poco accesso a cibo e acqua. Ma le immagini e le parole di questo reportage testimoniano la grande forza e la dignità umana di chi cammina. Gli “esiliati” sono consapevoli di esercitare un diritto primordiale: attraversare i territori.

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